venerdì 3 luglio 2015

In aumento casi di guida senza riposo: ma il problema è spesso in azienda


C’è chi guida ininterrottamente per ore e chi sfora invece di poco i periodi permessi, ma in ogni caso gli episodi di violazione dei tempi di guida e di riposo paiono moltiplicarsi. Purtroppo chi finisce sulle pagine dei giornali o sui siti di news sono i poveri autisti che spesso si trovano obbligati a ritmi di lavoro insostenibili, tali da non potersi fermare neanche per un panino. Con questo non vogliamo giustificare le infrazioni, ma solo sottolineare come si tratti di un problema di sistema e che, forse, qualche controllo in più andrebbe fatto a monte, in azienda. I casi di questi giorni riguardano un autista rumeno fermato dalla Scaut (Squadra controllo dell’autotrasporto) della Polizia Municipale di Verona, specializzata nelle verifiche sui mezzi pesanti. Il trasportatore aveva praticamente guidato senza interruzioni per 12 giorni, fermandosi poche ore per qualche breve sosta, senza osservare né il riposo giornaliero di 11 ore né quello lungo settimanale. Nell’ambito di questa operazione, sono stati controllati 28 autoarticolati, 19 dei quali stranieri, ma le infrazioni, oltre ai tempi di guida, hanno riguardato soprattutto altri aspetti. Molti cioè viaggiavano con pneumatici liscio con impianti freni non correttamente funzionanti. Un caso, pure, di cabotaggio irregolare. Altra infrazione è stata contestata dalla Polizia Municipale di Ravenna lungo la E45 a un autotrasportatore catanese di 35 anni, anche lui inottemperante all’obbligo di riposo giornaliero e settimanale. Grazie al dati del tachigrafo, controllati con il consueto police controller, hanno fatto emergere lo “sforamento” e il camionista è stato multato di 600 euro.
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martedì 26 maggio 2015

Crisi autotrasporto: per 6 aziende su 10 non c’è miglioramento


I moderati segnali di ripresa dell’economia nella prima parte del 2015 non corrispondono a un aumento della fiducia delle imprese dell’autotrasporto e della logistica nella fine della crisi. In particolare, 6 aziende su 10 del comparto considerano peggiorata la situazione economica generale del Paese e l’andamento economico della propria attività, mostrandosi leggermente più pessimista rispetto alla totalità delle imprese italiane che indica comunque un peggioramento (56,2%) Lo afferma un’indagine realizzata da Confcommercio e Conftrasporto, in collaborazione con Format Research, sul sentimento delle imprese del nostro settore rispetto alla situazione economica del Paese. Secondo il sondaggio di Confcommercio, circa il 58% delle imprese di autotrasporto e logistica ha visto peggiorare l’andamento della propria attività nel corso degli ultimi sei mesi; oltre il 60% delle imprese del settore ritiene che la situazione resterà invariata nel prossimo semestre e solo circa il 9% pensa che potrà migliorare. Per quanto riguarda i ricavi oltre il 58% delle imprese del settore li ha visto diminuire e il 27% prevede un’ulteriore flessione per i prossimi sei mesi. Inoltre il 57% delle imprese dell’autotrasporto e della logistica ha ridotto gli occupati negli ultimi sei mesi rispetto ai sei mesi immediatamente precedenti. Resta stabile la situazione dei prezzi praticati ai clienti per il 70% delle aziende e per il 90% nessuna variazione significativa è prevista nel prossimo semestre. Non migliora tra la fine del 2014 ed i primi tre mesi del 2015 nemmeno la situazione del ritardo dei pagamenti (peggiorata addirittura per il 48% circa delle imprese del settore), né il costo dei servizi bancari nel loro complesso (aggravato per il 53,5% delle imprese del settore). Insomma, la crisi perdura e non si vede la luce in fondo al tunnel.

martedì 19 maggio 2015

Più di 6.000 euro, 3 sequestri e 4 fermi: la multa record di un autista in Valsugana


C’è un piccolo laboratorio in Italia per il controllo integrato sulle strade. Si trova in Valsugana, per la precisione in Trentino, lungo la strada statale 47, un’arteria importante anche perché – dicono le statistiche – il 30% dei 3.000 veicoli pesanti che l’attraversano ogni giorno sono stranieri. Così durante il corso sull’autotrasporto internazionale organizzato a Borgo da Anvu (l'associazione nazionale della polizia locale), che prevede anche «prove pratiche di controllo», le forze dell’ordine hanno effettuato diversi controlli proprio per mostrare ai partecipanti le modalità con cui condurli. E tra i tanti, uno in particolare ha avuto esiti eccezionali. Già il protagonista, a dire il vero, si presentava originale, visto che la motrice aveva targa slovena, il rimorchio austriaca e il conducente era di nazionalità croata. Il termine "targa" però in questo caso va spiegato meglio. Anche perché in realtà le targhe della motrice risultava radiata nello scorso febbraio e quindi di fatto non era più esistenti e per questo partiva una prima multa da 884 euro e sequestro del veicolo. E stessa sorte seguiva l'assicurazione, che essendo agganciata all'assicurazione era fantasma. Inoltre 1.696 euro di multa con sospensione della patente scattavano nei confronti dell'autista che aveva rimosso i sigilli del cronotachigrafo. Da ultimo un terzo colpo di 4.130 euro con fermo del veicolo per 3 mesi arrivava anche per licenza internazionale irregolare e quindi per trasporto internazionale abusivo. Risultato totale: oltre 6mila euro di sanzioni, 3 sequestri e 4 fermi amministrativi sul mezzo. Un bel record!

mercoledì 13 maggio 2015

Livorno: scoperto dalla Finanza distacco abusivo di 57 autisti


Una flotta con 61 autisti, di cui 57 provenienti in buona parte dell’Europa dell’Est. Lavoravano per un’azienda di autotrasporto di Livorno, anche se formalmente risultano assunti da due società di comodo con sede in Portogallo, a Lagoa. In questo modo i contributi per ogni dipendente da destinare a Inps e a Inail non venivano versati. Tutto è durato per sette lunghi anni, dal 2007 al 2013, fino a quando la guardia di Finanza di Livorno non ha scoperto la frode, quantificata in circa 1,5 milioni di euro, della quale risulterebbe artefice un settantenne titolare di un’azienda di trasporti livornese in concorso con altre cinque persone. Tutti accusati di omessa denuncia di lavoratori, frode fiscale e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina per aver violato sia la normativa sul distacco di manodopera, sia quella sull’immigrazione, visto che gli autisti venivano dotati di un permesso di soggiorno portoghese con il quale avrebbero potuto al massimo andare avanti e indietro dall’Italia. Invece, giunti nel nostro paese, ci risiedevano e ci lavoravano praticamente a tempo pieno. A indurre in sospetto i finanzieri è stato un particolare legato proprio al distacco dei lavoratori, che solitamente veniva accompagnato dall'emissione di false fatturazioni, solitamente saldate tramite denaro contante. Una modalità – fanno notare le Guardie Gialle – un po’ anomala rispetto a due società aventi sede in paesi diversi. Oltre alla frode contributiva, la Finanza ha anche quantificato il mancato pagamento delle imposte da parte dell’azienda di trasporto, che maggiorato di sanzioni e interessi, ammonterebbe a 530 mila euro.

giovedì 30 aprile 2015

Niente patente né assicurazione: camionista e titolare multati


Si moltiplicano gli episodi di guida di autocarri senza patente. Ultimo episodio a Li Punti (Sassari), dove la Polizia Municipale ha sequestrato un mezzo che trasportava materiale ferroso. Gli agenti hanno accertato che il veicolo era sprovvisto di assicurazione e che il conducente non aveva mai conseguito la patente. Il mezzo è stato quindi sequestrato e il guidatore denunciato. Per non farsi mancare nulla, anche il documento di trasporto per i rifiuti ferrosi era stato compilato in modo incompleto e inesatto. Conducente e titolare della ditta dovranno quindi pagare 3.100 euro di sanzione amministrativa per violazione delle norme del codice dell'Ambiente. Ricordiamo che la guida senza patente è sempre stata considerata un illecito penale (art. 116 del Codice della Strada), ma che oggi anche la guida con patente di categoria diversa, ovvero "non corrispondente", è considerata tale. Ad esempio, chi guida un autocarro di oltre 3,5 tonnellate, per cui è richiesta la patente C, ma ha solo la patente B, rischia un'ammenda di 2.257 euro e l'accusa di reato.

lunedì 27 aprile 2015

Quando era meglio fare un viaggio in più: trasporti pazzeschi


Quest’estate un video, da cui è tratto questo fermo immagine, ha fatto il giro del web italiano: in 5 su un motorino (di cui tre bambini), in giro per Napoli. Più un passeggino sul retro. Nel resto del mondo però c’è chi riesce a fare ben di peggio, inventandosi modi assolutamente folli ed esagerati per portare in giro cose e persone. Alla faccia della sicurezza. Ecco una raccolta di foto virali, che superano persino la fantasia dei libri per bambini di Richard Scarry
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venerdì 24 aprile 2015

Quale sarà il futuro dell'Albo dell'autotrasporto? Ecco le risposte di tutte le associazioni di categoria


La riforma dell’Albo dell’Autotrasporto non è ancora completamente compiuta e, a questo punto, rispetto ai tempi indicati dalla legge, andrà fatta in tempi rapidi. Ma quale ruolo e quali impegni dovrà avere questo organismo? Ecco i pareri dei rappresentanti dei principali organi di categoria espressi e raccolti a margine dei convegni organizzati nel corso del Transpotec di Verona. Silvio Faggi, vicepresidente del Comitato Centrale dell'Albo e segretario nazionale Fiap, sottolinea in particolare i tanti impegni che graveranno l’Albo nei prossimi mesi, visto che oltre ai nuovi compiti che la Legge di Stabilità gli ha attribuito, dovrà continuare a svolgere anche una serie di altre attività come quella della formazione e valorizzazione delle imprese, e dedicarsi allo studio di un testo unico delle norme dell'autotrasporto per renderle più vicine alle esigenze degli autotrasportatori. «È necessario che le norme siano un fattore di sviluppo per le imprese e non un intralcio – ha sottolineato Faggi – e su questo l'Albo può giocare un ruolo importante». Gli fa eco il presidente di Anita, Thomas Baumgartner, che dopo aver ribadito la necessità di una semplificazione normativa e di un'uniformità nell'applicazione delle regole, spiega che «l'Albo deve essere aperto a tutte le imprese che vogliono operare. Va bene la concorrenza ma tutti dobbiamo lavorare con le stesse regole». Claudio Donati, segretario nazionale di Assotir, parte invece dal dilagante contesto di illegalità che avviluppa l’autotrasporto, per sottolineare come ci sia «bisogno di un impegno comune – che veda coinvolti le istituzioni e tutti i protagonisti della filiera logistica – per riaffermare un vero e proprio patto di legalità e di volontà riformatrice». Ma secondo Donati c’è anche bisogno di un Governo che assuma la questione del trasporto e della logistica come grande questione nazionale e di Associazioni di categoria che, «riscoprano il superiore valore dell’unità rispetto alla pur legittima riaffermazione della propria identità». «Ove tutto ciò avvenisse – conclude Donati – allora sarà più facile per un Albo dell’autotrasporto che faccia il proprio dovere con serietà, impegno e senza sprechi, tornare a essere, come in un non lontano passato, la vera e proprie “casa dell’autotrasporto” italiano». Analogo concetto ribadisce Amedeo Genedani, presidente di Confartigianato Trasporti, che considera la maggiore coesione tra le Associazioni dell'autotrasporto uno strumento efficace «per poter contrastare quei fenomeni dannosi per il settore, quali il cabotaggio illegale e la concorrenza sleale che genera il dumping». Mentre su quale sarà il ruolo dell’Albo in futuro, Genedani risponde secco: «Tecnicamente l’Albo dovrà essere lo strumento principale a disposizione della committenza per verificare la regolarità delle imprese, contrastando in tal modo il fenomeno dilagante dell’abusivismo. In altre parole, l’Albo dovrà assurgere al ruolo di garante della legalità, ponendosi a sostegno e salvaguardia di quei vettori che operano nel pieno rispetto delle regole». E la stessa parola - «regole» - è ripetuta anche Paolo Uggè, presidente di Fai-Conftrasporto, secondo il quale «l'Albo è lo strumento attraverso cui le associazioni di autotrasporto dovranno organizzarsi con regolarità. Attraverso l'Albo bisogna dare concretezza alle parole regole, sicurezza e competitività». Fuori dal coro – ma a dire il vero, anche lontana dagli incontri (visto che a Verona non si è fatta vedere) – giunge la voce di Cinzia Franchini, presidente nazionale di CNA-Fita. «L’Albo dell’Autotrasporto – scrive in una nota – segna ormai il passo evidente di tempi andati, di logiche superate, di lobbisti logorati, ma soprattutto rappresenta il simbolo più fastidioso di quella burocrazia asfissiante e costosa che frena il Paese e chi, da imprenditore, ha ancora il coraggio di scommettere su un futuro produttivo. Si parla spesso a vanvera di semplificazione e di sburocratizzazione: la Politica cosa aspetta a chiudere l’Albo?».

giovedì 16 aprile 2015

Autisti rumeni in affitto con volantini. Il Ministero: «È illegale, gli autisti hanno tutti gli stessi diritti»



La legge, a dire il vero, lo diceva già chiaramente. Adesso, però, lo ribadisce anche una circolare emanata ieri dalla direzione generale per l’Attività ispettiva del ministero del Lavoro: il trattamento economico e normativo di un lavoratore straniero – compresi quindi un autista – somministrato in Italia da un’agenzia estera deve essere il medesimo, a parità di lavoro, di quello garantito ai suoi colleghi italiani. Ma se la legge già esisteva, quale ragione ha spinto il ministero a emanare questa circolare «confermativa»? La risposta si trova in una denuncia presentata dalla CGIL di Modena rispetto a un volantino di un’agenzia di lavoro interinale di Brasov (Romania) con cui venivano pubblicizzati i servizi di autisti rumeni, garantendoli come una medicina contro la crisi, visto che consentono di tagliare i costi di circa il 40%. E a consentire questo risparmio – si dice - sarebbe il ricorso a un contratto di lavoro stipulato secondo le leggi rumene, che quindi evita di versare i contributi INPS e INAIL, e la tredicesima o quattordicesima mensilità prevista dai contratti collettivi italiani ma non da quelli rumeni. In pratica, quindi, l’autista prenderebbe la stessa cifra dei colleghi italiani soltanto rispetto alla paga base. Per la CGIL, invece, siccome il volantino non specifica la nazionalità dell’autista somministrato – che potrebbe essere rumeno, ma anche italiano, come spesso adesso – almeno in questo secondo caso potrebbe configurare il reato di caporalato. Ecco perché la circolare del ministero specifica subito che «gli annunci pubblicitari in questione riportano informazioni in netto contrasto con la disciplina comunitaria e nazionale in materia di distacco transnazionale», per poi sottolineare come «il ricorso a tali ‘servizi’ possa dar luogo a ripercussioni, anche di carattere sanzionatorio, in capo alle imprese utilizzatrici». Di seguito invita poi gli uffici territoriali a «prestare la massima attenzione a tali fenomeni», per poi ricordare la normativa italiana in materia. Per la precisione la legge chiede alle agenzie con sede in altro Stato membro di applicare la norma di riferimento fissata per le agenzie italiane. Tale norma è l'art. 23 del D.Lgs. n. 276/2003 che prevede il diritto del lavoratore interinale «a condizioni di base di lavoro e d’occupazione complessivamente non inferiori a quelle dei dipendenti di pari livello dell’utilizzatore, a parità di mansioni svolte», insieme con l’applicazione della disciplina in materia di responsabilità solidale per l’adempimento degli obblighi retributivi e previdenziali. Cinzia Franchini, presidente della CNA/Fita (e peraltro imprenditrice proprio del modenese) ha accolto positivamente iniziativa del ministero, ma ha anche denunciato che la realtà quotidiana non è quella descritta dalla circolare, ma quella che «ha contribuito a portare dal 2008 al 2013 ad una contrazione dell’occupazione, per tutta la filiera, di 197.000 posti di lavoro». Ma soprattutto Franchini ribadisce che, a rigor di logica, «se la circolare c’è e la norma pure (da anni) e quanto accade regolarmente con i “contratti rumeni” è illegale, perché i controlli sono così poco frequenti?». Senza controlli, infatti, accusa la presidente di CNA/Fita, il «mercato viene lasciato libero di fare ciò che vuole in barba a tutte le dichiarazioni di intenti» e a tutte le normative. Ecco perché Franchini invita politica e sindacati a un confronto «meno ipocrita e più di sostanza». Anche perché - conclude provocatoriamente -«se tutti siamo d’accordo nel sostenere l’illegalità di certe pratiche non si comprende come mai oggi il fenomeno è assolutamente pervasivo e fuori da ogni controllo».

lunedì 13 aprile 2015

La Russia progetta una mega-strada per collegare Londra a New York via Siberia

Una grande e lunghissima strada in grado di collegare Londra a New York, passando attraverso la Russia, la Siberia o l’Alaska. Non è l’impresa di un qualche folle solitario, ma un progetto infrastrutturale elaborato dalla Russia e concepito – come solo i Russi sanno fare – con modi e toni assolutamente faraonici. Ad annunciarlo peraltro è stato proprio il presidente delle Ferrovie Russe Vladimir Yakunin, definendolo Trans-Eurasian Development Belt (TEPR). Nel corso di una riunione dell’Accademia Russa delle Scienze, il potentissimo Yakunin – amico intimo di Putin e da molti dato come suo possibile successore – ha definito questo corridoio di trasporto in grado di andare dall’Atlantico al Pacifico, un’opera straordinaria, che prevede di realizzare accanto alla nuova rete ferroviaria (parallela in parte alla vecchia Transiberiana), anche una grande strada, condutture per petrolio e gas, impianti per l’energia elettrica e l’acqua, intere città. Insomma, un’infrastruttura costosissima (nell’ordine di migliaia di miliardi, ha detto lo stesso Yakunin), ma in grado contemporaneamente di generare ricchezza. Ma il capo delle Ferrovie Russe ha detto anche qualcosa di più, ha criticato il modello di globalizzazione occidentale, percepito dai più come un ostacolo allo sviluppo economico, scientifico e morale, e gli ha contrapposto un progetto «di interciviltà» come quello del TEPR, in cui immettere tecnologie e attraverso cui integrare aree geografiche diverse. Il pensiero del leader russo va soprattutto alle immense regioni siberiane, che oggi soffrono un fortissimo isolamento e costringe – come ha aggiunto Viktor Sadovnichy, rettore della Università Statale di Mosca – «oltre il 30 per cento dei giovani laureati di talento ad abbandonare questi territori». Insomma, l’idea è quella di fare una via di comunicazione, ma al tempo stesso di sviluppo. E per esprimere ancora più chiaramente questo concetto Yakunin ha detto che il TEPR potrebbe diventare il GOELRO del 21° secolo, facendo riferimento al programma per l’elettrificazione su larga scala della Russia portato avanti prima da Lenin e quindi da Stalin tra il 1920 e il 1935. Il presidente delle Ferrovie Russe non ha fatto menzione, invece, a come sarà attraversato lo Stretto di Bering e di come poi, giunti in Alaska la via di comunicazione si andrà ad agganciare alla rete infrastrutturale nordamericana. Ma una volta realizzato il resto del progetto, in fondo queste potrebbero essere inezie. E d’altra parte che la Russia non scherzi rispetto allo sviluppo del trasporto (soprattutto ferroviario) lo dimostra anche il bando di gara che lo stesso Yakunin ha annunciato per il prossimo 16 aprile finalizzato alla realizzazione di una linea ad alta velocità tra Mosca e Kazan, vale a dire 770 km di binari, che attraverseranno sette regioni russe e taglieranno il tempo di percorrenza tra le due città dalle attuali 13 ore di auto a solo 3,5 ore. Così la grande Russia diventerà sempre più piccola e concentrata.

lunedì 23 marzo 2015

Sicurezza sul lavoro e microclima negli ambienti di lavoro


Gli ambienti di lavoro possono presentare diversi rischi a seconda dei molteplici fattori che vi concorrono. Si pensi all’utilizzo dei macchinari per lo svolgimento quotidiano delle attività, oppure all’esposizione a sostanze potenzialmente nocive o, ancora, a errate posizioni assunte di fronte a un terminale. C’è poi un fattore, il microclima, che è comune più o meno a tutte le realtà lavorative che si svolgono in ambienti chiusi o semichiusi e che l’articolo 180 (Definizioni e campo di applicazione) del Testo Unico della Sicurezza annovera tra gli agenti fisici: Ai fini del presente decreto legislativo per agenti fisici si intendono il rumore, gli ultrasuoni, gli infrasuoni, le vibrazioni meccaniche, i campi elettromagnetici, le radiazioni ottiche, di origine artificiale, il microclima e le atmosfere iperbariche che possono comportare rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori. È però nell’Allegato IV che troviamo maggiori informazioni sul microclima. Possiamo riassumerli in modo più chiaro, ma certamente non esaustivo, sottolineando alcuni punti chiave che esprimono la necessità per gli ambenti di lavoro di avere: aria salubre all’interno dei luoghi di lavoro; impianti di aerazione funzionanti e periodicamente sottoposti a controlli, manutenzione e pulizia; temperature adeguate all’organismo. Infine viene dedicato spazio anche alla questione “umidità”, si legge infatti: Nei locali chiusi di lavoro delle aziende industriali nei quali l’aria è soggetta ad inumidirsi notevolmente per ragioni di lavoro, si deve evitare, per quanto è possibile, la formazione della nebbia, mantenendo la temperatura e l’umidità nei limiti compatibili con le esigenze tecniche. Sul datore di lavoro, come noto, ricadono numerosi obblighi la cui inosservanza comporta sanzioni che possono arrivare a essere anche di natura penale. Ma far lavorare i propri dipendenti in un ambiente di lavoro dove il microclima non è adeguato non è solo un problema di inosservanza della legge , è anche una mancata opportunità, quella di rendere la propria Azienda davvero efficiente mettendo i lavoratori in grado di svolgere il loro lavoro nel modo migliore.

mercoledì 11 marzo 2015

Ma gli autovelox aiutano la sicurezza? Il Regno Unito li dismette, la Francia li aumenta


Ma gli autovelox funzionano o non funzionano? La risposta a questa domanda, in Europa, sta creando una piccola controversia. Il Regno Unito, infatti, è convinto soltanto in parte della bontà di questo sistema per incrementare la sicurezza stradale, tanto che lo scorso anno ha preso la decisione di disattivarne addirittura il 60% di quelli sparsi lungo il territorio statale. In Francia, invece, anche nel corso del 2014 il numero degli autovelox è cresciuto in maniera esponenziale, raggiungendo percentuali eclatanti in alcuni specifici contesti. Ma talmente eclatanti che il numero di sanzioni nelle tratte interessate è aumentato a dismisura, senza che però il numero degli incidenti mortali mostrasse una flessione. Così, è anche nata un’associazione – chiamata «40 milioni di automobilisti» (quelli cioè costretti a pagare le angherie degli autovelox) – che sta portando avanti una campagna per far presente ai politici che il parametro su cui fanno leva gli autovelox è soltanto uno, vale a dire quello della velocità, quando invece ci sono altri decisivi fattori da considerare e su cui sensibilizzare, quale per esempio la distanza di sicurezza. In più, l'associazione non intende soltanto contrastare la diffusione degli autovelox, quanto sottolineare che spesso questo sistema di controlli oscura altri comportamenti da monitorare, quali – innanzi tutto – l’uso del telefono cellulare alla guida.

martedì 3 marzo 2015

Manutenzione strade: è emergenza buche


Una strada su due non è correttamente manutenuta. È quanto emerge dall’analisi periodica condotta da Siteb - l’Associazione dei costruttori e manutentori delle strade - che raccoglie ed elabora i dati relativi al consumo di asfalto, principale indicatore dello sviluppo dell’industria stradale. Secondo l'associazione nel 2014 sono state impiegate circa 21 milioni di tonnellate di asfalto per costruire e tenere in salute le nostre strade, in costante calo negli ultimi anni dalle 44 milioni di tonnellate utilizzate nel 2006. Un record negativo che riporta indietro le lancette degli investimenti sul patrimonio stradale (850.000 km di strade principali extraurbane, cittadine, secondarie o private) di quasi 30 anni, quando il parco veicoli circolante che le percorreva era decisamente meno consistente. Secondo la Site, oggigiorno, per tenere in salute le nostre strade occorrerebbe impiegare 40 mln di tonnellate di asfalto ogni anno, quasi il doppio rispetto a quanto utilizzato lo scorso anno. Inevitabili quindi le conseguenze sulla mobilità di cittadini e merci, che appaiono oggi evidenti e vedono molti manti stradali al collasso cedere dopo i colpi delle violenti piogge e delle nevicate anche a bassa quota di un mese fa. Le arterie più colpite sono le comunali, situazioni di particolare allerta per la circolazione in sicurezza di auto e motocicli sono segnalate a Roma e Milano mentre particolarmente critiche non risultano le autostrade (circa 6.600 km) su cui scorre una parte significativa del traffico merci e passeggeri. La cattiva manutenzione del manto stradale e delle barriere laterali, oltre alla segnaletica non adeguata sono elementi di pericolo che possono far diventare a rischio d’incidente un determinato punto della strada. Un costante monitoraggio di questi "Black Point" viene effettuato costantemente dalla Fondazione Ania che, all'interno del suo sito internet, ha dedicato pagine per dare la possibilità agli utenti della strada di segnalare i Black Point e verificare se da black diventano white, grazie agli opportuni interventi manutentivi.

sabato 21 febbraio 2015

Stress lavoro correlato

Lo stress lavoro correlato può essere definito come la percezione di squilibrio avvertita dal lavoratore quando le richieste dell’ambiente lavorative eccedono le capacità individuali per fronteggiare tali richieste.


È l'esito patologico di un processo stressogeno che colpisce le persone che esercitano professioni d'aiuto, qualora queste non rispondano in maniera adeguata ai carichi eccessivi di stress che il loro lavoro li porta ad assumere. Maslach e Leiter (2000) hanno perfezionato le componenti della sindrome attraverso tre dimensioni: deterioramento dell'impegno nei confronti del lavoro, deterioramento delle emozioni originariamente associati al lavoro ed un problema di adattamento tra persona ed il lavoro, a causa delle eccessive richieste di quest'ultimo. In tal senso il burnout diventa una sindrome da stress non più esclusiva delle professioni d'aiuto ma probabile in qualsiasi organizzazione di lavoro. Applicando la precedente definizione ad una situazione lavorativa, l'Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro (European Agency for Safety and Health at Work) ha adottato la seguente definizione: "lo stress lavoro correlato viene esperito nel momento in cui le richieste provenienti dall’ambiente lavorativo eccedono le capacità dell’individuo nel fronteggiare tali richieste".[1] L'articolo 3 dell'Accordo Europeo dell'8 ottobre 2004 - così come recepito dall'Accordo Interconfederale del 9 giugno 2008 - definisce lo stress lavoro correlato come “condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale ed è conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o aspettative riposte in loro” (art. 3, comma 1).

martedì 17 febbraio 2015

Cabotaggio illegale: il ministero spiega le sanzioni da applicare quando in cabina manca l'attestato del conducente


Anche i ministeri sbagliano. Anche se per fortuna poi si ravvedono. Così nella circolare diffusa congiuntamente dal ministero dell’Interno e da quello delle Infrastrutture e Trasporti lo scorso 15 gennaio per spiegare l’inversione dell’onere della prova in materia di cabotaggio illegale, introdotta con decreto legge 133/2014 (convertito con Legge 164/2014), aveva inserito non una, ma due imprecisioni. Più precisamente la mancanza sul veicolo dell’attestato del conducente quando, alla guida, si trova un soggetto extracomunitario non soggiornante di lungo periodo, non va sanzionata con l’art. 46 della Legge 298/1974, ma con la sanzione stabilita dall’art. 46 bis della medesima Legge 298/1974 che, ricordiamo, consiste nel pagamento di una somma da 5.000 euro a 15.000 euro e nel fermo del veicolo per 3 mesi (6 mesi in caso di reiterazione nel triennio). L’altra imprecisione riguarda invece la mancanza sul veicolo della copia conforme della licenza comunitaria, fattispecie non presa in considerazione nella circolare del 15 gennaio e che adesso si spiega che va ugualmente sanzionata in base allo stesso art. 46 bis già ricordato.

sabato 14 febbraio 2015

I quesiti sul decreto 81: la valutazione dei rischi in subappalto

Quesito 

E vero, così come è stato sostenuto in un corso di formazione, che un’ impresa affidataria deve descrivere nel proprio POS tutte le lavorazioni oggetto dell’appalto e contenere la valutazione dei rischi corrispondenti indipendentemente dal fatto che la stessa impresa svolga tali lavorazioni direttamente o le affidi in subappalto? Ma se così fosse come fa l’impresa affidataria, essendo il POS il DVR per il cantiere specifico, ad effettuare una valutazione dei rischi per le lavorazioni che non deve eseguire?
Risposta 
La risposta al quesito formulato richiede una lettura coordinata di alcuni articoli del D. Lgs. 9/4/2008 n. 81 e s.m.i. e più precisamente dell’art. 89 sulle definizioni, dell’art. 96 sugli obblighi del datore di lavoro, dell’art. 97 sugli obblighi in particolare del datore di lavoro dell’impresa affidataria, dell’art 101 sugli obblighi di trasmissione dei piani operativi di sicurezza ( POS) nonché dell’allegato XV dello stesso D. Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. riportante i contenuti minimi dei POS medesimi. Secondo il comma 1 lettera h) dell’art. 89 del D. Lgs. n. 81/2008, infatti, il piano operativo di sicurezza è: “il documento che il datore di lavoro dell'impresa esecutrice redige, in riferimento al singolo cantiere interessato, ai sensi dell'articolo 17 comma 1, lettera a), i cui contenuti sono riportati nell'allegato XV”,

giovedì 5 febbraio 2015

Evasione milionaria di un'azienda di autotrasporto siciliana: 22 arresti


Due arresti e sequestro di risorse finanziarie, quote di società e di 26 immobili per un valore complessivo di circa 5,8 milioni di euro. È questo l'esito dell'inchiesta Dark Truck 2 condotta dalla Guardia di Finanza di Palermo e di Messina, che ha portato alla luce un giro di false fatturazioni prodotte da società di comodo create ad hoc per favorire l'evasione di aziende di autotrasporto. Agli arresti domiciliari sono finiti Andrea Currò, amministratore della messinese Currò Trasporti S.r.l. e il suo consulente fiscale, Michele Nigrelli. Ieri sono stati arrestati Graziella Currò, amministratrice dell’Europa Trasporti S.r.l., società filtro posta fra la Currò Trasporti di cui è socia insieme al fratello Andrea, e le cooperative palermitane che emettevano le false fatture e Giuseppe Costanza, amministratore della Inlog S.r.l., altra società costituita proprio per emettere fatture false alla Currò Trasporti, Antonino Sorberai, Dino Vaccaro, Alvise Arrigo Lipari, i diversi amministratori della One Service Global S.r.l., sempre accusata di aver emesso fatture false alla Currò Trasporti. Nell’inchiesta è anche coinvolto Giuseppe Leggio, amministratore della Fishy Biziness Ltd, società inglese acquirente delle quote societarie detenute dai Currò nell’Europa Trasporti S.r.l., accusata della distruzione della contabilità della società. Insieme agli arresti le Fiamme Gialle hanno posto sotto sequestro circa 310mila euro, l’intero capitale sociale della Currò Trasporti (2,3 milioni di euro), le quote societarie detenute dagli indagati in 7 società, per complessivi 2,9 milioni di euro) e 26 immobili per un valore complessivo di circa 250mila euro.

sabato 31 gennaio 2015

La sicurezza sul lavoro "grazie" ad una App. La brillante idea di Davide Ciaccio


Si chiamerà Prevedil e sarà un piccolo software interattivo, scaricabile sottoforma di applicazione da Google Play e App store. Essa fornirà formazione in modalità offline ai lavoratori, e supporto conoscitivo ai Tecnici della Prevenzione tramite: i concetti base, le linee guida, le definizioni, i requisiti minimi e le conoscenze di base in materia di sicurezza e salute utili in tutti gli impieghi. L'idea del giovane studente siciliano dell'Università La Sapienza di Roma, ha attirato l'attenzione dei più esperti del settore durante la partecipazione ad UpperApp, Festival gratuito che si propone di valorizzare e premiare le competenze presenti nelle Facoltà italiane nell’ambito della progettazione e dello sviluppo di applicazioni. Classificandosi tra le prime cinque su scala nazionale, in un totale di 76 partecipanti di 26 università, l'app è a un passo dalla vittoria che sarà decretata anche dal voto online, che peserà il 40% della valutazione totale. Per sostenere l'idea collegatevi al link www.upperapp.it/#vota iscrivetevi con la vostra mail, sulla quale riceverete un messaggio per confermare l'iscrizione, dopodiché potrete votare Prevedil. L'applicazione è rivolta particolarmente alle figure aziendali del settore edile e sarà uno strumento di corredo alla formazione generale prevista dalla legge. L'aspetto innovativo consisterà nel nuovo sistema divulgativo della cultura della sicurezza, caratterizzato principalmente da immagini interattive in movimento, associate a descrizioni di concetti in lingua straniera, per far fronte alle esigenze dei lavoratori immigrati sempre più presenti nel settore cantieristico. Lo scopo che avrà, ovviamente, sarà quello di evitare gli infortuni sul lavoro, affiancando i lavoratori meno esperienti e chiarendo concetti non ancora ben acquisiti.

martedì 27 gennaio 2015

Assologistica: «Senza dignità normativa la logistica non è competitiva»


«Nel nostro Paese la logistica non ha dignità normativa. Assologistica intende avviare questo processo». Ad annunciarlo è stato il presidente di Assologistica, Carlo Mearelli, nel corso Convegno “Il Sistema Logistico Italia: un valore per il nostro Paese”, in cui ha anche spiegato che «per affrontare la spinta che sta provenendo dal Nord dell’Europa e dal Sud del Mediterraneo sul nostro Paese è necessario che finalmente il nostro settore abbia dignità normativa, necessaria a competere efficacemente sui mercati». Mearelli ha anche aggiunto che l-Italia in tal senso [ in ritardo, tant-[ che molti paesi, che peraltro stanno crescendo a due cifre, come per esempio l-Egitto, si sono dotati del Ministero della Logistica. Nel corso del convegno, a cui hanno partecipato anche il ministro Maurizio Lupi e il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro, è stato presentato anche uno studio condotto dall’Osservatorio Contract Logistics del Politecnico di Milano, organizzatore dell'evento, in cui si rammentava come la logistica pesi per circa il 7% sul PIL e che quella conto terzi, in particolare, fatturi 80 miliardi di euro, rispetto ai 110 miliardi del settore. Nel 2015 le previsioni di crescita sono dello 0,9%.

martedì 20 gennaio 2015

Codice civile, normativa sulla sicurezza sul lavoro, WP Olympus n.39


Pubblicato da Olympus Osservatorio per il monitoraggio permanente della legislazione e giurisprudenza sulla sicurezza del lavoro, un nuovo capitolo della collana I Working Papers, capitolo dedicato all’evoluzione della normativa sulla sicurezza e prevenzione sul lavoro. Autore del volume è Gaetano Natullo, professore associato di Diritto del Lavoro nell’Università degli Studi del Sannio.
L’opera partendo dal concetto di diritto prevenzionale, passando per il diritto europeo, nazionale, regionale, le buone prassi, il diritto dovere dei lavoratori alla sicurezza, esamina le “norme regolative della tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro, nei suoi snodi essenziali e principali profili problematici”.
L’Autore giunge alla conclusione che tale evoluzione normativa, in particolare dopo il D.lgs. n. 81/2008, possa produrre effetti significativi sia in termini di (parziale) revisione/aggiustamento dei principi generali della prevenzione, sia in ordine alle applicazioni degli stessi nel diritto vivente, anche con riferimento alla individuazione e ripartizione dei destinatari/responsabili degli obblighi di prevenzione”.
Questo l’indice completo:
  • Il “diritto prevenzionale” italiano tra principi codicistici e legislazione speciale tecnica.
  • Il nuovo assetto delle fonti tra diritto europeo,diritto nazionale e diritto “territoriale” (regionale).
  • La sicurezza sul lavoro tra norma e (buone) prassi: procedure, modelli organizzativi e partecipazione dei lavoratori.
  • Ripartizione e individuazione dell’“obbligo di sicurezza”.
  • Il diritto/dovere dei lavoratori alla sicurezza (la medaglia ed il suo rovescio).
  • 6. La partecipazione dei lavoratori nel sistema della prevenzione.
  • 7. Cenni conclusivi: luci e ombre nel sistema (normativo ed applicativo) di tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

giovedì 15 gennaio 2015

Conguaglio contributi previdenziali: l'Inps detta i tempi dei versamenti


I datori di lavoro che operano con flusso UniEmens, compresi quindi quelli attivi nell’autotrasporto, possono essere interessati da alcune operazioni di conguaglio del 2014 rispetto ai contributi previdenziali. Per la precisione tali operazioni possono riguardare:
variabili della retribuzione (D.M. 7 ottobre 1993);
massimale contributivo e pensionabile art. 2, c. 18 della legge n. 335/1995;
contributo aggiuntivo IVS 1%, art. 3-ter della legge n. 438/1992;
conguagli sui contributi versati sui compensi ferie a seguito fruizione delle stesse;
- fringe benefit esenti non superiori al limite di 258,23 euro nel periodo d'imposta (art. 51, c. 3 del T.U.I.R.);
auto aziendali;
prestiti ai dipendenti;
conguagli per versamenti di quote di TFR al Fondo di Tesoreria;
rivalutazione annuale del TFR conferito al Fondo di Tesoreria;
-  operazioni societarie.
Tutte queste operazioni di conguaglio, in base a quanto precisato da una circolare Inps n. 194 del 30 dicembre 2014, possono essere effettuate sia con la denuncia di competenza del mese di dicembre 2014, in scadenza il 16 gennaio 2015, sia con quella di competenza del mese di gennaio 2015, con scadenza il 16 febbraio 2015.
Fanno eccezione le operazioni di conguaglio che interessano il versamento delle quote di TFR al fondo di tesoreria e le misure compensative correlate, che possono essere fatte anche con la denuncia di febbraio 2015, con scadenza il 16 marzo 2015, senza aggravio di oneri accessori.

mercoledì 7 gennaio 2015

In bilico su un viadotto della Palermo-Catania


2 Gennaio
Incidente stamattina sull’autostrada Palermo-Catania, in direzione del capoluogo etneo. Per cause ancora da accertare, il conducente di un camion con rimorchio ha perso il controllo del veicolo nella zona di Scillato, all’altezza del km 61, ed è rimasto in bilico sul viadotto. L’incidente non ha coinvolto altri veicoli, ma ha comunque bloccato la carreggiata, in direzione Catania, che è stata temporaneamente chiusa al traffico. I vigili del fuoco sono riusciti a salvare l'autista che era rimasto rinchiuso nella cabina. Per lui tanta paura, ma fortunatamente nessuna conseguenza fisica. Sul posto è intervenuto il personale dell’Anas e della Polizia Stradale per la regolazione del traffico e per ripristinare la circolazione il prima possibile.

lunedì 5 gennaio 2015

Riforma Lupi dell'autotrasporto: dopo l'ok del Senato, manca solo la Camera


La riforma dell’autotrasporto presentata dal ministro dei Trasporti Maurizio Lupi alle organizzazioni di categoria va avanti senza troppi stravolgimenti e, a questo punto, per superare definitivamente l'esame del Parlamento, deve superare un ultimo scoglio, vale a dire la definitiva approvazione da parte della Camera dei Deputati, che dovrebbe avvenire già in settimana. Infatti, dopo essere salita sul lungo convoglio della legge di Stabilità ha ottenuto giusto un paio di aggiustamenti, rimanendo sostanzialmente uguale a se stessa. All’alba dello scorso sabato, 20 dicembre, ha ottenuto il via libera anche dal Senato, che ha votato in blocco la fiducia, lasciando a piedi una serie di emendamenti che le diverse associazioni di categoria, un po’ in ordine sparso, avevano cercato di far salire a bordo. Tra questi - purtroppo - anche l'indeducibilità delle fatture pagate in ritardo. In definitiva rispetto al testo originario ci sono soltanto tre novità da segnalare, che peraltro erano già state introdotte dalla Camera dei deputati: - la prima è di ordine formale, anche se da un punto di vista simbolica possiede per lo meno un valore evocativo. Si tratta della parte dell’art. 83 bis che, dopo aver introdotto il principio della libertà di contrattazione delle parti nel fissare la tariffa del servizio di trasporto, obbliga comunque a tener conto dei principi di adeguatezza in materia di sicurezza stradale e sociale. Un principio abbastanza aleatorio, che potrebbe però essere preso in considerazione in sede giurisprudenziale, anche se per avere una qualche efficacia avrebbe bisogno di un freno sanzionatorio, non presente invece nella normativa; - la seconda è molto importante perché evita che, così come stabilito nella legge di stabilità dello scorso anno, siano ridotti del 15% i rimborsi sulle accise relativi agli acquisti di gasolio. A questo scopo il governo ha messo sul piatto un miliardo di euro, spalmato in quattro anni. A non poter beneficiare più dell’agevolazione sono soltanto i veicoli euro 0 o inferiori, quelli cioè maggiormente inquinanti; - le risorse destinate all’autotrasporto che fino allo scorso anno ammontavano a 400 milioni, adesso si riducono a 250 milioni, ma diventano strutturali, nel senso che a questo punto non dovranno più essere oggetto di contrattazione tra governo e associazioni di categoria. Insomma, viene messa la parola «fine» a quel balletto a cui assistevamo da anni e di cui però facciamo volentieri a meno. Ma soprattutto – ulteriore importante novità – bisogna sottolineare che di questi 250 milioni una parte precisa, non superiore al 20%, ha una sorta di vincolo di destinazione, nel senso che dovrà essere utilizzata per incoraggiare processi di aggregazione o di ristrutturazione aziendale. E se fosse veramente così, sarebbero di certo soldi spesi bene.