.

lunedì 5 gennaio 2015

Riforma Lupi dell'autotrasporto: dopo l'ok del Senato, manca solo la Camera


La riforma dell’autotrasporto presentata dal ministro dei Trasporti Maurizio Lupi alle organizzazioni di categoria va avanti senza troppi stravolgimenti e, a questo punto, per superare definitivamente l'esame del Parlamento, deve superare un ultimo scoglio, vale a dire la definitiva approvazione da parte della Camera dei Deputati, che dovrebbe avvenire già in settimana. Infatti, dopo essere salita sul lungo convoglio della legge di Stabilità ha ottenuto giusto un paio di aggiustamenti, rimanendo sostanzialmente uguale a se stessa. All’alba dello scorso sabato, 20 dicembre, ha ottenuto il via libera anche dal Senato, che ha votato in blocco la fiducia, lasciando a piedi una serie di emendamenti che le diverse associazioni di categoria, un po’ in ordine sparso, avevano cercato di far salire a bordo. Tra questi - purtroppo - anche l'indeducibilità delle fatture pagate in ritardo. In definitiva rispetto al testo originario ci sono soltanto tre novità da segnalare, che peraltro erano già state introdotte dalla Camera dei deputati: - la prima è di ordine formale, anche se da un punto di vista simbolica possiede per lo meno un valore evocativo. Si tratta della parte dell’art. 83 bis che, dopo aver introdotto il principio della libertà di contrattazione delle parti nel fissare la tariffa del servizio di trasporto, obbliga comunque a tener conto dei principi di adeguatezza in materia di sicurezza stradale e sociale. Un principio abbastanza aleatorio, che potrebbe però essere preso in considerazione in sede giurisprudenziale, anche se per avere una qualche efficacia avrebbe bisogno di un freno sanzionatorio, non presente invece nella normativa; - la seconda è molto importante perché evita che, così come stabilito nella legge di stabilità dello scorso anno, siano ridotti del 15% i rimborsi sulle accise relativi agli acquisti di gasolio. A questo scopo il governo ha messo sul piatto un miliardo di euro, spalmato in quattro anni. A non poter beneficiare più dell’agevolazione sono soltanto i veicoli euro 0 o inferiori, quelli cioè maggiormente inquinanti; - le risorse destinate all’autotrasporto che fino allo scorso anno ammontavano a 400 milioni, adesso si riducono a 250 milioni, ma diventano strutturali, nel senso che a questo punto non dovranno più essere oggetto di contrattazione tra governo e associazioni di categoria. Insomma, viene messa la parola «fine» a quel balletto a cui assistevamo da anni e di cui però facciamo volentieri a meno. Ma soprattutto – ulteriore importante novità – bisogna sottolineare che di questi 250 milioni una parte precisa, non superiore al 20%, ha una sorta di vincolo di destinazione, nel senso che dovrà essere utilizzata per incoraggiare processi di aggregazione o di ristrutturazione aziendale. E se fosse veramente così, sarebbero di certo soldi spesi bene.

lunedì 29 dicembre 2014

Natale anche per gli autovelox: a Parma e Torino «in vacanza» fino alla Befana


Arriva il meritato riposo natalizio anche per gli autovelox, almeno per quelli mobili che operano a Parma e Torino. Nel capoluogo piemontese, per permettere ai vigili urbani di smaltire le ferie arretrate, da oggi fino al 6 gennaio vanno in ferie i rilevatori di velocità mobili, posizionati sulle strade ad altro scorrimento e ad alto rischio, dei quali viene solitamente data preventiva comunicazione settimana per settimana. Sedici giorni senza occhi elettronici, fatta eccezione per gli apparecchi fissi posizionati in corso Regina Margherita e corso Unità d’Italia, che continueranno a segnalare le infrazioni di chi corre troppo (95.618 sanzioni nel 2013, mentre a giugno di quest’anno erano già 53.529). A Parma invece le multe andranno in vacanza da mercoledì 24 gennaio, dopo i due ultimi giorni di appostamento (oggi a Vicofertile, in viale Martiri della Liberazione, e domani a Baganzola, sulla provinciale).

lunedì 22 dicembre 2014

Tari sui magazzini? La risposta del ministero


Niente tassa sui rifiuti – anche nota come Tari – né per i magazzini, né per le aree scoperte asservite al ciclo produttivo che generano rifiuti speciali in via continuativa e prevalente. È quanto ha puntualizzato il ministero dell’Economia con una Risoluzione del 9 dicembre 2014 con cui ha chiarito che il tributo in questione non si applica sui magazzini intermedi di produzione e a quelli destinati allo stoccaggio dei prodotti finiti, oltre alle aree scoperte asservite al ciclo produttivo che danno luogo in modo continuativo e prevalente a rifiuti speciali. La ragione di tale puntualizzazione deriva dal fatto che i Comuni in tale materia hanno un’autonomia regolamentare e possono quindi decidere se assimilare i rifiuti speciali a quelli urbani, ma tale autonomia può soltanto aggiungere ambiti di esenzione rispetto a quelli fissati dalla normativa statale. Il ministero, quindi, invita i Comuni ad avviare consultazioni con i rappresentanti delle categorie interessate per consentire una migliore ed efficace applicazione della norma ed evitare l’insorgere di un eventuale contenzioso.