giovedì 11 settembre 2014

CGIA Mestre: «Lo stop ai costi minimi rischia di far chiudere migliaia di padroncini»


Dopo la bocciatura da parte della Corte di Giustizia Europea della tariffa minima applicata in Italia per il trasporto merci su strada i nostri padroncini sono a rischio estinzione. Lo denuncia senza mezzi termini la CGIA di Mestre ricordando che su 90.200 imprese attive in Italia, il 68% circa è costituito da aziende artigiane. E adesso, queste piccole realtà, senza più avere la protezione del costo minimo vedranno azzerare in prospettiva il loro potere contrattuale e così si troveranno spesso nell’impossibilità di «coprire i costi aziendali con tariffe chilometriche che, ovviamente, subiranno una caduta verticale». E tutto ciò – constatano sempre alla CGIA – finirà per «i vettori dell’Est Europa che già oggi viaggiano con tariffe stracciate, spesso in palese violazione delle norme di settore e nel mancato rispetto delle disposizioni in materia di sicurezza previste dal codice della strada». Una situazione difficilissima in generale, ma quasi drammatica – sottolinea il segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi – «per le aziende ubicate nelle aree di confine che sono sottoposte alla concorrenza proveniente dai vettori dell’Est Europa. Questi ultimi hanno imposto una guerra dei prezzi che sta strangolando molti piccoli padroncini. Pur di lavorare oggi si viaggia anche a 1,10-1,20 euro al chilometro, mentre i trasportatori dell’Est, spesso in violazione delle norme sui tempi di guida e del rispetto delle disposizioni in materia di cabotaggio stradale, possono permettersi tariffe attorno agli 80-90 centesimi al chilometro. Con queste differenze non c’è partita. Ora che le tariffe minime non potranno essere più utilizzate, la situazione rischia di peggiorare ulteriormente». Secondo i dati elaborati dall’Ufficio studi della CGIA, tra il primo trimestre 2009 e il secondo trimestre 2014 hanno chiuso oltre 18.500 imprese (-17%) del settore dell’autotrasporto. Alle 90.200 realtà presenti sul territorio nazionale vanno aggiunte almeno altre 40.000 attività prive di automezzi che svolgono quasi esclusivamente un’attività di intermediazione. Per quanto concerne l’occupazion, in mancanza di dati statistici puntual, la CGIA stima, a grandi linee, che in Italia siano occupati nell'autotrasporto tra le 350 e le 400.000 persone. Dall’inizio della crisi hanno perso il posto di lavoro quasi 70.000 addetti. A livello territoriale la Regione che ha subito la contrazione più forte è stata il Friuli Venezia Giulia. Dal primo trimestre 2009 al secondo trimestre del 2014 il numero delle imprese è diminuito del 23,2%. Altrettanto preoccupante è la situazione venutasi a creare in Toscana (-21,6%), e in Piemonte (- 20,2%).
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