lunedì 29 dicembre 2014

Natale anche per gli autovelox: a Parma e Torino «in vacanza» fino alla Befana


Arriva il meritato riposo natalizio anche per gli autovelox, almeno per quelli mobili che operano a Parma e Torino. Nel capoluogo piemontese, per permettere ai vigili urbani di smaltire le ferie arretrate, da oggi fino al 6 gennaio vanno in ferie i rilevatori di velocità mobili, posizionati sulle strade ad altro scorrimento e ad alto rischio, dei quali viene solitamente data preventiva comunicazione settimana per settimana. Sedici giorni senza occhi elettronici, fatta eccezione per gli apparecchi fissi posizionati in corso Regina Margherita e corso Unità d’Italia, che continueranno a segnalare le infrazioni di chi corre troppo (95.618 sanzioni nel 2013, mentre a giugno di quest’anno erano già 53.529). A Parma invece le multe andranno in vacanza da mercoledì 24 gennaio, dopo i due ultimi giorni di appostamento (oggi a Vicofertile, in viale Martiri della Liberazione, e domani a Baganzola, sulla provinciale).

lunedì 22 dicembre 2014

Tari sui magazzini? La risposta del ministero


Niente tassa sui rifiuti – anche nota come Tari – né per i magazzini, né per le aree scoperte asservite al ciclo produttivo che generano rifiuti speciali in via continuativa e prevalente. È quanto ha puntualizzato il ministero dell’Economia con una Risoluzione del 9 dicembre 2014 con cui ha chiarito che il tributo in questione non si applica sui magazzini intermedi di produzione e a quelli destinati allo stoccaggio dei prodotti finiti, oltre alle aree scoperte asservite al ciclo produttivo che danno luogo in modo continuativo e prevalente a rifiuti speciali. La ragione di tale puntualizzazione deriva dal fatto che i Comuni in tale materia hanno un’autonomia regolamentare e possono quindi decidere se assimilare i rifiuti speciali a quelli urbani, ma tale autonomia può soltanto aggiungere ambiti di esenzione rispetto a quelli fissati dalla normativa statale. Il ministero, quindi, invita i Comuni ad avviare consultazioni con i rappresentanti delle categorie interessate per consentire una migliore ed efficace applicazione della norma ed evitare l’insorgere di un eventuale contenzioso.

mercoledì 17 dicembre 2014

Fine del contante nei pagamenti di servizi di trasporto: governo disponibile a cambiare


Il pagamento dei servizi di trasporto soltanto in contanti? La norma - da poco approvata all’interno del decreto Sblocca Italia - sembra già essere entrata in crisi. O per lo meno il governo, in base a quanto è emerso nel corso di un’interrogazione parlamentare, andrà a riconsiderare la tracciabilità dei flussi finanziari nell'autotrasporto merci. Come si ricorderà l'art. 32 bis, D.L. n. 133/2014 per prevenire le infiltrazioni criminali e il riciclaggio del denaro derivante da traffici illegali, obbligava a pagare le prestazioni di autotrasporto attraverso strumenti elettronici di pagamento o comunque idonei a garantire la tracciabilità delle operazioni. Inoltre, compatibilmente a quanto previsto dalla normativa antiriciclaggio, impone ai destinatari delle prescrizioni antiriciclaggio di riferire eventuali violazioni di cui abbiano notizia entro 30 giorni al ministero dell’Economia. Nel corso di un’interrogazione parlamentare, però, è stato rilevato come la norma, oltre a derogarei al limite dei pagamenti in contanti posto a 1.000 euro dal Dlgs 231/2007, impone ai professionisti tenuti a riferire eventuali violazioni di cui abbiano notizia entro 30 giorni, senza però specificare gli aspetti sanzionatori. Da qui l’evidente differenziazione di trattamento tra sanzioni comminate a chi commette direttamente le violazioni e quelle finalizzate a colpire i destinatari delle prescrizioni antiriciclaggio. Il sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti, ha chiarito che la norma in questione prevede l’interposizione di un soggetto terzo in quanto questi, nell'esercizio della propria attività professionale, dovrebbe riuscire a desumere l’irregolarità di un’avvenuta transazione tra privati e quindi darne comunicazione al MEF, proprio per evitare la prevista sanzione pecuniaria. In ogni caso il governo si è detto disponibile a «procedere ad una eventuale revisione della disciplina in questione al fine di garantire aderenza anche per questo ambito ai principi generali della disciplina antiriciclaggio».

lunedì 15 dicembre 2014

15 mila robot «assunti» nei centri di smistamento Amazon


Aumenta il livello di automazione nei centri di smistamento di Amazon. Il colosso statunitense dell’e-commerce ha infatti annunciato l’acquisto di 15 mila robot che si occuperanno di movimentazione interna delle merci e che si andranno ad aggiungere agli oltre 1400 già utilizzati in diversi magazzini. In pratica si tratta di trasportatori automatici prodotti dalla Kiva System (società incorporata da Amazon nel 2012), capaci di caricare interi scaffali dalle dimensioni di 1,80 x 1,20 m, che si muovono in autonomia leggendo i codici a barre sul pavimento per trasferire i pacchi nelle zone in cui si predispone la spedizione. In questo modo Amazon riuscirà a tagliare quasi 500 milioni di dollari ogni anno, anche se i costi di introduzione della nuova tecnologia non sono affatto modesti. In base ai conti effettuati esclusivamente per un magazzino della Florida (Ruskin), si parla di un investimento di circa 46 milioni di dollari. Ovviamente la domanda sorge spontanea: ma tutto questo servirà a tagliare forza lavoro? In Amazon lo smentiscono, anzi parlano di una riorganizzazione mirata ad alleggerire il carico per i dipendenti, adibiti a mansioni di prelievo dei pachi e di smistamento finale.

sabato 6 dicembre 2014

Casaforte Traslochi a Venezia

domenica 30 novembre 2014

Meno incidenti su strada grazie a prevenzione e tecnologia


In base al Rapporto ACI-ISTAT «Incidenti stradali in Italia nel 2013» la percentuale di mortalità sulla strada è diminuita di quasi il 10% rispetto all'anno precedente e, se le auto rappresentano il 67,5% dei mezzi coinvolti, per i veicoli merci la percentuale è del 6,4%, con il 5,2% della mortalità. E proprio di incidentalità su strada e delle attività di sensibilizzazione e prevenzione si è parlato nel corso di un seminario patrocinato da Assosvezia realizzato in collaborazione con Volvo Trucks, tenutosi nei giorni scorsi a Milano. La presenza di veicoli merci risulta, come era presumibile, più consistente sulle strade extraurbane e sulla rete viaria principale rappresentano il 12% dei mezzi coinvolti in incidenti. Proprio per quanto riguarda i veicoli merci, quest'anno è stata registrata una riduzione del 5,7% rispetto al 2012 dei veicoli coninvolti mentre del 6,3% è la diminuzione dei morti a bordo di veicolo trasporto merci. Dati che smentiscono la percezione diffusa secondo cui siano proprio i mezzi pesanti a causare il maggior numero di incidenti. Resta il fatto che comunque l'attenzione deve restare alta e ogni attore deve fare la sua parte. Dal canto suo, la Polizia Stradale, ha contribuito al decremento dell'incidentalità su strade e autostrade del Paese, attraverso opere di prevenzione e di accertamento delle violazioni sulla circolazione stradale. Tra i progetti di prevenzione e sensibilizzazione, svolti in collaborazione con i ministeri dei Trasporti e dell'Istruzione, Università e associazioni anche l'iniziativa Guido Con Prudenza che ha visto anche il coinvolgimento della Fondazione Ania per la Sicurezza stradale. Per quanto riguarda invece le attività di repressione, la Polizia Stradale può contare sul supporto di tecnologie come il Tutor, il Police Controller e lo Scoutnav. Per contrastare l'incidentalità dei mezzi pesanti, inoltre, sempre in collaborazione con il ministero dei Trasporti, la Polizia Stradale è di supporto all'iniziativa finalizzata al controllo tecnico su strada dei veicoli con i «Centri Mobili di Revisione» su tutto il territorio nazionale. Passando allo scenario continentale, uno studio dell'ETSC (European Transport Safety Council) evidenzia come il nostro Paese si collochi nella media dei 28 Stati membri, con una riduzione del 18% tra il 2010 e il 2013 del tasso di incidentalità. I risultati sorprendono se si prende in esame il lasso di tempo dal 2001 ad oggi, che registra una notevole riduzione delle morti su strada, che per quanto riguarda l'Italia ha raggiunto il -52%. Un altro dato rilevante è che tra gli utenti della strada coinvolti, i conducenti di mezzi pesanti rappresentano solo il 10% sul totale. Ma, come osserva giustamente, Lucia Pennisi, ACI Area Professionale Statistica «Nonostante il nostro impegno c'è ancora molto lavoro da fare per ridurre il tasso di incidentalità su strada, anche nel rispetto dell'indirizzo fornito dall'Unione Europea.». Per Antonio Avenoso, Executive Director ETSC Il nostro paese si colloca nella media dei 28 Stati membri, per quanto riguarda la riduzione dell'incidentalità su strada. Dati rassicuranti soprattutto se si pensa all'alta quota di traffico pesante su ruote in Italia, rispetto ad altri paesi europei. D'altronde auspichiamo che la Comunità Europea renda obbligatori certi dispositivi tecnologicamente avanzati, capaci di ridurre drasticamente il numero di incidenti stradali.». Dispositivi come quelli installati anche sui veicoli del marchio svedese. «Volvo Trucks continua a investire sulla sicurezza con l'obiettivo di ridurre gli effetti causati dagli incidenti e di prevenire le cause che li provocano attraverso dispositivi di sicurezza attiva ha dichiarato Giovanni Dattoli, Rappresentate Volvo Trucks, intervenuto a margine dell'incontro - I nostri sforzi si stanno concentrando sul supporto all'autista al fine di ridurre i margini di distrazione e migliorarne la visibilità esterna intorno al veicolo.».

giovedì 27 novembre 2014

Trasporta un carico di rifiuti pericolosi senza documentazione: sotto sequestro un veicolo nel mantovano

Nessuno è a favore del Sistri, così come concepito. Però una qualche forma di controllo e tracciamento dei rifiuti pericolosi è necessario. Lo dimostra la vicenda di un camionista rumeno che, senza essere provvisto di alcuna documentazione, è stato fermato e quindi posto sotto sequestro dalla polizia stradale di Ostiglia (Mantova), mentre stava trasportando un grosso carico di rifiuti pericolosi, costituito da accumulatori al piombo, cisterne e taniche con tracce di materiale infiammabile e di acidi vari, batterie esauste ecc, verso una discarica abusiva non meglio identificata. Ovviamente, secondo gli inquirenti non si tratta della singola iniziativa dell’autista e di conseguenza si sta indagando per scoprire se l'operazione era isolata o piuttosto continua, se esiste il coinvolgimento di altre persone o addirittura di una banda organizzata e soprattutto il luogo utilizzato per smaltire i rifiuti, vista pure la loro estrema pericolosità.

giovedì 20 novembre 2014

Ecco il Piano neve di Viabilità Italia


L'inverno sta per bussare e, come ogni anno, ecco il piano di Viabilità Italia per la stagione invernale 2014-2015. Le misure - disponibili in allegato - aiutano a fronteggiare e, magari, a prevenire le situazioni di emergenza dovute al maltempo con la mappatura aggiornata della rete autostradale, il coordinamento delle competenze sul territorio e le linee guida da attuare in caso di necessità. Il piano contiene: - la mappatura aggiornata delle aree e dei nodi della rete autostradale più esposti a criticità della circolazione stradale derivanti da precipitazioni nevose; - le tratte autostradali e le aree di stoccaggio (interne o esterne all’autostrada) ove attuare il fermo temporaneo dei mezzi pesanti con massa a pieno carico superiore alle 7,5 ton: tale provvedimento risulta funzionale a una gestione della circolazione che scongiuri il rischio di intraversamento dei veicoli commerciali - in grado, a causa delle complesse operazioni di recupero, di determinare il blocco del traffico anche per lungo tempo - e agevoli la fluidità dei veicoli leggeri; - le “Linee guida per la gestione coordinata delle emergenze invernali su aree geografiche vaste con interessamento di più concessionarie autostradali” che, grazie alla codifica di soglie di allerta, individuano i provvedimenti e gli interventi operativi da attuare in relazione alle previsioni atmosferiche o all’effettivo impatto sulla viabilità delle precipitazioni nevose in corso; - le azioni di competenza di tutti gli attori: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; Dipartimento dei Vigili del Fuoco; Comitati Operativi per la Viabilità delle Prefetture; Dipartimento della Protezione Civile; Polizia Stradale; Arma dei Carabinieri; Polizia Ferroviaria; Anas; Concessionarie autostradali; Ferrovie dello Stato Italiane; Struttura di Vigilanza sulle Concessioni Autostradali; Unione delle Province d’Italia; Associazione Nazionale Comuni Italiani. I punti salienti della pianificazione sono: - monitoraggio continuo delle previsioni atmosferiche elaborate dal Dipartimento della Protezione Civile, per poter disporre in campo uomini e mezzi di ogni struttura adeguati ai livelli di allerta disegnati pronti a mettere in opera i provvedimenti di gestione della viabilità; - effettuazione di adeguati interventi tecnici sul manto stradale, dal trattamento preventivo con gli spargisale al contrasto della precipitazione atmosferica con mezzi sgombraneve; Viabilità Italia Via Tuscolana 1556, 00173 Roma - ccnv.rm@interno.it - costante e attenta verifica delle condizioni della strada e del traffico, per l’eventuale attivazione tempestiva dei provvedimenti di fermo temporaneo dei mezzi pesanti o deviazioni su percorsi alternativi; - potenziamento dell’attività di comunicazione sia sui Pannelli a messaggio variabile dislocati lungo la rete, che attraverso il C.C.I.S.S., Isoradio e gli organi d’informazione radio-televisivi locali sulle condizioni di percorribilità delle strade per i necessari avvisi all’utenza. Ma anche i conducenti dovranno essere parte attiva del piano, cominciando dall’equipaggiamento del veicolo con mezzi antisdrucciolevoli (catene da neve) a bordo o pneumatici invernali montati, nelle strade e autostrade dove questo è obbligatorio (l’elenco completo con l’indicazione delle tratte e dell’arco temporale in cui sono vigenti le ordinanze è contenuto nel piano), nonché lo scrupoloso rispetto delle norme di comportamento improntate alla massima prudenza e l’osservanza della segnaletica fissa o mobile dislocata nelle aree di approssimazione ai punti di criticità, come delle indicazioni del personale su strada. Sarà poi possibile mantenersi costantemente informati sulle condizioni di percorribilità di strade e autostrade chiamando il numero gratuito 1518 del Cciss, ascoltando le trasmissioni di Isoradio (FM 103.3) e i notiziari di Onda Verde (su Radio 1, 2 e 3), consultando il sito web cciss.it e mobile.cciss.it da smartphone e palmari e utilizzando l’applicazione gratuita iCciss per iphone.

martedì 18 novembre 2014

Aumento del prezzo di gasolio e autostrada? Oltre il 2% scatta l'indicizzazione


Un punto molto importante dei pacchetti proposti dal ministro Lupi riguarda l'indicizzazione del gasolio e dei pedaggi autostradali. Ma come avviene in concreto tale indicizzazione? Innanzi tutto, va chiarito che tale misura scatta soltanto in presenza di un contratto di trasporto avente per oggetto prestazioni da effettuare in un tempo superiore ai 30 giorni. Ebbene in questo caso la parte di corrispettivo riferita al costo del carburante sostenuto dal vettore e indicato nel contratto stesso o in fattura, viene adeguato laddove il prezzo del gasolio subisca un’oscillazione superiore al 2 per cento. Anche se l'autentica novità è questo meccanismo, già in parte realizzato in passato, funzioni non soltanto per il gasolio, ma anche per i pedaggi autostradali.

giovedì 13 novembre 2014

Condannati due agenti per aver picchiato un trasportatore in autostrada


Una brutta storia che si è conclusa bene. La storia è quella accaduta a un autotrasportatore di Verona, Riccardo Velponer, che nel novembre del 2012 stava viaggiando lungo la A22, quando all’improvviso nei pressi del casello di Mantova Sud vede spuntare alle sue spalle un’auto (in borghese ma munita di lampeggiante) che chiede strada. Inizialmente l’uomo non se ne accorge e, quando si fa da parte, l’auto degli agenti prima lo supera e quindi lo stringe per indurlo a fermarsi. Dall’auto scendono Adriano Davi e Luca Prioli, entrambi della polizia di Vicenza, impegnati a trasferire un collaboratore di giustizia verso un tribunale in Calabria. I due fanno scendere dall’auto il povero trasportatore e lo picchiano ripetutamente. Quando Velponer si riprende non ci sta a subire quel sopruso e così presenta una denuncia contro i due agenti. L’altro ieri, l’epilogo: il Tribunale di Mantova ha dato ragione al trasportatore condannando a due anni e due mesi i poliziotti, sommata con la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici oltre che a una provvisionale di 5.000 euro. Insomma, una storia di soprusi ingiusti, che almeno in questo caso sono stati puniti.

martedì 11 novembre 2014

Treviso, lo ingaggiano per il trasloco: lui si vende tutti i mobili


Ha commissionato il trasloco a un autotrasportatore di Susegana che invece di portare col camion i mobili a destinazione, ha tentato di venderli di nascosto. È quello che è accaduto a F.D., 65enne bellunese, domiciliata a Conegliano, che si è rivolta a P.T., 45enne di Susegana, per trasportare alcuni oggetti della casa di Belluno a Conegliano. Gli ha affidato mobili, oggetti d'antiquariato e attrezzi ginnici ai quali il 45enne non ha saputo resistere. Mobilio di qualità che gli avrebbe fruttato oltre 3mila euro.
da : Il Messaggero link

martedì 4 novembre 2014

Sblocca Italia: la Camera lo arricchisce con cinque norme dedicate all'autotrasporto


Vi ricordate la delusione che aveva provocato il decreto Sblocca Italia che uscì dalle stanze del Consiglio dei Ministri senza le norme – concordate e apparse in una bozza – dedicate all’autotrasporto? Ma il governo adesso sta cercando di correre ai ripari. E la sua maggioranza parlamentare alla Camera lo ha dimostrato giovedì 30 ottobre, quando ha approvato la Legge di conversione del decreto Sblocca Italia recuperando quanto perso e per certi versi integrandolo. Prima di entrare nel dettaglio delle disposizioni contenute negli articoli 29 bis e 32 bis ricordiamo che il termine ultimo per la conversione del decreto Sblocca Italia è fissata per l’11 novembre. E quindi necessariamente entro questa data anche il Senato dovrà approvare la relativa legge. Probabile quindi il ricorso alla fiducia. Cabotaggio: se l'autista non prova la regolarità sanzione fino a 15.000 euro Si tratta della principale delle norme cancellate, chiamata a integrare l’art. 46 bis della Legge 298/1974, che con la riforma del codice della strada del 2010, era stata concepita per punire i trasporti di cabotaggio con sanzioni da 5.000 a 15.000, oltre che con il fermo del veicolo per 3 mesi. Le modifiche introdotte attualmente servono per addossare all’autista straniero sottoposto a controllo su strade l’onere di giustificare con prova adeguata il perché della difformità tra le registrazioni del cronotachigrafo e la documentazione che deve portare a bordo per effettuare il trasporto. In pratica se la polizia lo ferma e non ha con sé i documenti che provano la regolarità del trasporto di cabotaggio, o darà una prova plausibile di tale lacuna o incapperà nella sanzione già ricordata. Credito d’imposta per fruire dei contributi agli investimenti Coloro che abbiano chiesto i contributi agli investimenti e alla formazione per il 2014 (e solo quelli) , quelli tanto per intenderci contenuti nel D.M. del 3 Luglio 2014 e nel D.M del 19 Giugno 2014, diventa possibile fruirne anche tramite credito di imposta, da utilizzare in compensazione attraverso il modello F24. Più precisamente per i contributi agli investimenti, la modalità ordinaria di fruizione è il credito d’imposta, a meno che l’interessato non dichiari di preferire l’accredito sul conto corrente, mentre per i contributi alla formazione accade esattamente il contrario. Comitato Centrale dell’Albo, organo d’appello delle motorizzazioni Viene conferita al Comitato Centrale per l’Albo la competenza a decidere sui ricorsi presenti contro i provvedimenti degli uffici della Motorizzazione civile in materia di iscrizione, sospensione, cancellazione e radiazione dall’Albo degli autotrasportatori, e di sanzioni disciplinari. Il ricorso non sospende l’efficacia del provvedimento, mentre la decisione del Comitato ha carattere definitivo, anche se proceduralmente verrà comunicata alla Motorizzazione competente per la pratica esecuzione. Pagamenti nella filiera dei trasporti: bando al contante Con questa disposizione si impone agli attori che operano all’interno della catena logistica dei trasporti di far ricorso a strumenti di pagamento tracciabili (bancomat, carte di credito, assegni, bonifici bancari o postali), per adempiere al pagamento di un contratto di trasporto. Il requisito dell’onorabilità con la garanzia anti-mafia Si tratta di un interessante integrazione dei requisiti richiesti per dimostrare l’onorabilità di un’azienda di autotrasporto. In pratica le aziende colpite da un’informativa antimafia interdittiva ai sensi dell’art. 91 dei codici di leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al d.lgvo 159/2011 non è in grado di essere onorabile e quindi iscrivibile all’Albo e, se già iscritto, vengono meno le condizioni per restarlo.
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venerdì 31 ottobre 2014

Sulla responsabilità per l’infortunio occorso a un lavoratore distaccato

Sono state confermate in questa sentenza della Corte di Cassazione le disposizioni in materia di salute e di sicurezza sul lavoro previste dal D. Lgs. 9/4/2008 n. 81, contenente il Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro, nel caso di distacco dei lavoratori. Tutti gli obblighi di prevenzione e protezione nel caso di distacco di un lavoratore da una impresa all’altra, ha ribadito la suprema Corte, sono a carico del distaccatario fatta eccezione degli obblighi di formazione e informazione che restano a carico del distaccante. Nel caso particolare sottoposto all’esame della Corte di Cassazione e che riguardava un infortunio occorso ad un lavoratore distaccato presso una vetreria che ha subito delle lesioni per il ribaltamento di alcune vetrate sono stati ritenuti responsabili dell’accaduto sia il datore di lavoro distaccante che il distaccatario per essere venuti entrambi meno ai loro specifici obblighi.

martedì 28 ottobre 2014

Proposta di legge: camera di compensazione per l'autotrasporto per aggirare la stretta creditizia


Dopo aver promosso l’emendamento con cui si richiede per la dimostrazione del requisito dell’onorabilità anche l’informativa antimafia, adesso il vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera, Ivan Catalano, presenta un’altra proposta di legge che interessa direttamente l’autotrasporto ed è finalizzata in prima battuta ad aggirare le strette creditizie e di liquidità che colpiscono molte aziende. L’idea di Catalano, formalizzata nella proposta n. 2584, è quella di creare una camera di compensazione. Per la precisione si tratta di uno strumento che consente ai soggetti che vi partecipano (in pratica tutti gli attori della filiera, compresi i concessionari autostradali e altri soggetti con cui l’azienda di autotrasporto può instaurare rapporti di fornitura) di compensare i debiti e i crediti multilateralmente. All’atto pratico le cose funzionano così. Un autotrasportatore (Alpha) può acquistare il carburante da Beta, pagandone solo una parte in moneta liquida. La restante parte si convertirà in un debito di Alpha, iscritto telematicamente sul conto di quest’ultimo. L’autotrasportatore, per quel trasporto o per un altro, verrà pagato dal proprio committente (Gamma), in parte con moneta liquida e in parte tramite un credito. Tale ultimo credito, nel momento stesso in cui verrà registrato telematicamente sul conto di Alpha, andrà in compensazione con il pregresso debito. La compensazione è multilaterale in quanto il debito di Alpha verso Beta viene automaticamente compensato dal credito vantato dallo stesso Alpha nei confronti del soggetto terzo Gamma. L’abbattimento dell’esposizione finanziaria consente così all’impresa di mantenere il proprio livello di produzione di beni o di fornitura di servizi, immunizzandola – in parte – dai rischi legati alla morsa creditizia. Ogni partecipante è tenuto a compensare i propri debiti di compensazione entro la scadenza di un anno dalla data nella quale sono sorti. In più nella proposta di legge ci si interessa anche di promuovere il miglior uso dei sistemi telematici esistenti con la messa a disposizione dei soggetti interessati e la circolazione, in formato aperto, dei dati relativi all’infrastruttura del trasporto merci, ma anche della previsione di nuovi incentivi, concessi secondo logiche opposte a quelle «a pioggia»̀. Al contrario, gli incentivi ipotizzati da Catalano premiano l’acquisto e l’aggiornamento di sistemi telematici satellitari, l’acquisto e l’aggiornamento di sistemi informatici da parte di soggetti aggregati e l’acquisto di unità di carico atte ad essere utilizzate in tutte le modalità disponibili. La proposta di legge è stata presentata alla Camera già prima dell’estate, per la precisione il 30 luglio scorso. Ma ad oggi non è stata ancora assegnata ai lavori di una commissione.
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giovedì 23 ottobre 2014

Autista marchigiano da record: 20 ore di guida, 15 infrazioni, oltre 5.000 euro di sanzione, 96 punti patente persi


A 57 anni non si è più giovanissimi. Ma si è comunque in grado di guidare, in un solo giorno, per una ventina di ore. Questo almeno racconta la vicenda di un autotrasportatore marchigiano fermato dalla polizia municipale di Ravenna. O meglio la racconta il cronotachigrafo del suo camion interrogato dalla stessa polizia. Ma il meglio di sé l’esperto autista l’ha fornito nel collezionare infrazioni: 15 quelle elencate sul verbale, più di 5.000 il numerino a fondo pagina che quantifica la sanzione, 96 i punti da decurtare dalla patente. La polizia municipale, che era riuscita a fermare il 57enne grazie al police controller, ha poi passato la documentazione all’Ufficio provinciale del lavoro affinché appuri eventuali responsabilità dell’azienda di autotrasporto con sede ad Ancona per la quale lavorava il conducente da record. Anche perché quale autista ha interesse a guidare per 20 ore per il sol gusto di guidare? Domanda alla quale ha risposto la polizia stradale di Catanzaro che, esattamente nelle stesse ore, controllava un camionista locale e riscontrava la manomissione del suo cronotachigrafo. Ma in questo caso le sanzioni maggiori toccavano all’azienda, complice – per così dire – del taroccamento dello strumento, ma anche del mancato rispetto degli orari di lavoro del suo dipendente.

martedì 21 ottobre 2014

Costi e benefici di interventi sulla sicurezza lavoro nelle Pmi, relazione Eu-Osha

BILBAO – Pubblicata da Eu Osha The business case for safety and health: Cost–benefit analyses of interventions in small and medium-sized enterprises, relazione che esamina gli aspetti economici della sicurezza e salute sul lavoro (Ssl) nelle piccole e medie imprese (Pmi). 

 La ricerca si basa su alcuni casi di studio presenti in letteratura e su tredici nuovi casi appositamente sviluppati a partire da un modello condiviso e quindi comparabile. Le piccole e medie imprese costituiscono la spina dorsale dell’economia europea in quanto rappresentano il 67% dell’occupazione. Allo stesso tempo però è nelle aziende di piccole dimensioni che avvengono l’82% degli infortuni sul lavoro. La Ssl nelle Pmi comporta sfide particolari, i lavoratori sono esposti a rischi maggiori e in caso di infortunio l’intera azienda può essere gravemente compromessa. Molti miglioramenti in materia di Ssl possono essere attuati anche a basso costo ma a volte le Pmi hanno problemi ad accedere anche a piccoli finanziamenti, e più difficoltà a riorganizzare il lavoro. La ricerca mostra che se si affrontano le difficoltà e si attuano interventi migliorativi per la gestione della salute e sicurezza in azienda, gli investimenti si ripagano velocemente in termini di ritorno di immagine e responsabilità di impresa, in termini di risparmi sugli indennizzi per la salute e sicurezza dei lavoratori, ma anche spesso in termini di produttività. Undici dei tredici case studies di interventi in materia di Ssl hanno mostrato che nei cinque anni successivi agli interventi stessi l’azienda è rientrata dell’investimento compiuto. A titolo esemplificativo lo studio riporta il caso di una ditta produttrice di cetrioli nei Paesi Bassi che ha messo in atto un considerevole investimento per migliorare le caratteristiche ergonomiche della raccolta. La spesa è sta ammortizzata in poco meno di quattro anni, i congedi per malattia causata da patologie muscolo scheletriche legate al lavoro si sono ridotti del 20%, la raccolta è diventata più efficiente per il 15%, l’immagazzinamento del 5%, la qualità del prodotto è migliorata in quanto meno cetrioli sono stati danneggiati durante la lavorazione. Un secondo caso di studio ha mostrato al contempo l’importanza della partecipazione dei lavoratori nell’analisi dei problemi e nell’individuazione delle soluzioni. Grazie a un intervento sui sistemi di ventilazione deciso insieme ai lavoratori, una fabbrica di mobili in Lituania, ha registrato un risparmio di 450,64 euro per lavoratore all’anno e ha ripagato l’investimento in soli dodici mesi

giovedì 16 ottobre 2014

I divieti di riposo in cabina in Francia e in Belgio spingono gli autisti verso l'Olanda


L’Europa deve darsi regole comune, altrimenti i problemi finiscono per migrare da un posto all’altro senza trovare reale soluzione. E’ questo il senso della presa di posizione del sindacato olandese degli autisti CNV, che ha notato come, da quando in Francia e in Belgio sono state elevate le sanzioni per i conducenti che trascorrono il riposo settimanale a bordo del camion, sempre più trasportatori oltrepassano il confine olandese per parcheggiare lungo strade pubbliche e attendere di consumare il tempo che la legge destina al riposo. D’altra parte in Francia rischiano fino a 30.000 euro oltre a un anno di arresto, in Belgio 1.800 euro, mentre in Olanda, almeno in alcuni comuni, la sanzione massima che viene applicata non va oltre a 200 euro. Il sindacato olandese dice di non essere contrario di per sé a inasprire le sanzioni per adeguarle ai livelli francesi o belgi, ma si rende anche conto che, così facendo, si finirebbe per far spostare questi autisti in cerca di riposo in altri Stati in cui le sanzioni sono più blande. Anche perché il fenomeno esiste ed è diffuso. Il sindacato parla in particolare di tutti quegli autisti bulgari, rumeni o polacchi che a volte trascorrono anche più di tre mesi lontano da casa e che quindi vivono anche in condizioni difficili, sia dal punto di vista delle relazioni affettive, sia per quanto riguarda le loro condizioni psico-fisiche, ovviamente provate dal vivere sempre e soltanto all’interno della cabina. E se così è anche le loro prestazioni professionali vengano minate e di conseguenza il livello della sicurezza stradale. Ecco perché l’unica soluzione secondo il sindacato olandese è di prevedere una normativa comune a livello comunitario. D’altra parte se la normativa sull’orario di guida e di riposo è europea e il divieto di consumare il riposo settimanale in cabina è sempre contenuto in una normativa europea, non si capisce perché le sanzioni con cui punire chi infrange tale divieto deve essere decise in maniera autonoma e soprattutto diversa dai singoli paesi.
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martedì 14 ottobre 2014

Sorpresa: le norme sul cabotaggio cancellate dallo Sblocca Italia rispuntano in Parlamento


C’è una trattativa lenta, strisciante, ma comunque non del tutto statica tra governo e associazioni dell’autotrasporto. Segno che qualcosa si muove. Che sia poco o tanto non è dato saperlo, ma comunque si muove. Un esempio eclatante è relativo alla modalità con cui viene emendato il decreto Sblocca Italia, vale a dire reintroducendo quella parte del «defunto» pacchetto 11, tutto dedicato all'autotrasporto e stralciato dopo l'approvazione del decreto stesso da parte del Consiglio dei ministri. Ebbene, la stessa relatrice del provvedimento, vale a dire la parlamentare del PD Chiara Braga, ha presentato una serie di modifiche, tra cui quella che riguarda l’introduzione di un inedito articolo 32 bis, interamente assorbito da commi di interesse per l’autotrasporto. Più precisamente contiene sia la norma sull’inversione dell’onere della prova in materia di cabotaggio, sia quella che consente il ricorso al credito di imposta per consentire alle imprese di autotrasporto di recuperare in tempi brevi le risorse per gli investimenti, sia quelle destinate a migliorare il funzionamento dell'Albo degli autotrasportatori. Certo, si tratta di emendamenti, di cambiamenti (per non dire di ripensamenti) del testo iniziale del decreto, che adesso deve effettuare il suo passaggio in aula per essere convertito in legge. Anzi, per essere precisi l'esame da parte della Camera dei Deputati è fissato per il prossimo lunedì 20 ottobre alle ore 16. Vedremo come andrà a finire.

giovedì 9 ottobre 2014

Corte UE: «Niente accisa per il gasolio trasportato in serbatoi supplementari»


Vi ricordate la scottante questione dei trasportatori della Valtellina, che si videro recapitare sanzioni molto salate, per un ammontare complessivo di 6 milioni di euro, per aver utilizzato serbatoi supplementari – e quindi non normali – per fare rifornimento nella zona franca di Livigno? Ebbene, oggi potrebbe trovare una soluzione positiva in virtù di una decisione – in questo caso benevola – della Corte di Giustizia europea. Con una sentenza dello scorso 11 settembre, infatti, la Corte UE ha stabilito che è illegittima la richiesta di pagamento dell’accisa sul gasolio acquistato all’estero e stoccato in serbatoi supplementari dei camion. Nel caso di specie, che vedeva contrapposta la Dogana tedesca di Munster, che contestava a un’azienda di trasporti – la Holger Forstmann Trasporte – il pagamento delle accise per il gasolio acquistato in Olanda e trasportato in serbatoi supplementari. Il trasportatore aveva di fatto raddoppiato la dotazione di fabbrica del veicolo, pari a 780 litri, per portarla a 1560 litri, grazie all'intervento di un carrozziere locale. Ma in ogni caso questa maggiorazione dei serbatoi consentiva soltanto di sfruttare l’opportunità di pagare meno il gasolio, acquistandolo in Olanda, per poi usarlo per la trazione del veicolo. Invece, nel luglio 2012 la Dogana chiede 500 euro di accisa per il gasolio trasportato nel serbatoio supplementare e altrettanti per quello trasportato nel serbatoio principale, visto che era stato rimosso dalla sua posizione originaria per essere fissato in altro punto sul telaio. E a quel punto, secondo la Dogana, smetteva di essere «normale». Ma la Corte di Giustizia ha smentito la Dogana basandosi su una direttiva del 2003/96 secondo cui il serbatoio «normale» è in ogni caso quello che serve per la trazione del veicolo, a prescindere se sia originale di fabbrica o aggiunto successivamente. E di conseguenza nel caso in questione, come nel caso dei trasportatori valtellinesi, non c’è nessuna accisa da pagare.
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martedì 7 ottobre 2014

Ministero dei Trasporti: ecco i risparmi di Lupi


La Settimana prossima il governo metterà nero su bianco le voci dei capitoli di spesa che intende tagliare. L’obiettivo è pari al 3% del bilancio di ciascun ministero. «Per quanto riguarda il ministero delle Infrastrutture e Trasporti – ha dichiarato il ministro Lupi al TG1 – certamente non risparmieremo sulle risorse destinate agli investimenti, alle opere pubbliche e infrastrutturali. Stiamo lavorando per poter risparmiare grazie a una più efficace riorganizzazione. Un esempio per tutti è la riduzione delle tante autorità portuali che ci sono e che saranno accorpate o alla razionalizzazione delle aziende di trasporto pubblico locale».
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martedì 30 settembre 2014

I costi minimi di settembre: il ministero decide di non pubblicarli?


Le tabelle ministeriali contenenti i costi minimi dell’autotrasporto uscivano solitamente tra il 7 e il 15 del mese. A settembre siamo arrivati al 22 e non se ne vede ancora l’ombra. Ora, potrebbe anche essere che escano nelle prossime ore o – comunque in ritardo – nei prossimi giorni. Ma è certo che se così non fosse questa lacuna acquisterebbe un significato tutto particolare. Cerchiamo di spiegare il perché. Esiste una norma secondo cui le istituzioni dello Stato e i giudici possono – e sottolineiamo «possono» - disapplicare una norma laddove questa sia in odore di incostituzionalità. Ciò significa che se il ministero dei Trasporti non pubblica i costi minimi a settembre effettua una valutazione precisa rispetto all’art. 83 bis, ritenendola «scivolosa» dal punto di vista costituzionale. Scommette cioè che, dopo la sentenza della Corte di Giustizia europea, anche la Corte Costituzionale concorderà sul fatto che non esiste nesso tra sicurezza e costi minimi e quindi a quel punto l’art. 83 bis diviene incostituzionale in quanto viola il principio di libera concorrenza fissato dall’art. 41 della Costituzione. Ma questa è chiaramente una valutazione di natura politica, in quanto non sfugge a nessuno che se il ministero, pur non essendo obbligato, decide di non pubblicare i costi minimi, sceglie deliberatamente di fornire uno strumento fortissimo agli avvocati della committenza, i quali potranno andare dal giudice di fronte cui pende la causa del loro cliente-committente e dire esplicitamente: «Ecco, anche il ministero ha deciso che i costi minimi non sono più da applicare. A questo punto cosa vuol fare, li vuole applicare soltanto lei?». Non bisogna infatti dimenticare che l’art. 83 bis da un punto di vista strettamente giuridico è in difficoltà, ma è ancora una legge dello Stato. E quindi, così come vale per il ministero, anche i singoli giudici, in base al loro libero convincimento, possono decidere di applicarlo o meno. In pratica, il rischio concreto è che si crei una sorta di applicazione a macchia di leopardo, che procede in alcuni tribunali in un senso e in altri in senso opposto. Ma se il governo batte la strada della mancata pubblicazione dei costi minimi e quindi in qualche modo finisce per condizionare anche l'operato dei giudici, si schiera apertamente, fa una scelta di campo di natura prettamente politica. Non a caso, interrogato sul punto nel corso dello scorso confronto ministero-organizzazioni dell’autotrasporto, il direttore generale dei trasporti terrestri presso lo stesso ministero, vale a dire Enrico Finocchi, ha risposto esplicitamente, che non dispone della «copertura politica» per pubblicarli. Vale a dire non ha l’avallo che ritiene necessario da parte di un esponente governativo. E questa sarebbe l’ennesima lacuna che potrebbe ulteriormente far scaldare gli animi.
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martedì 23 settembre 2014

Il cabotaggio sparisce dallo Sblocca Italia. Uggè: «favoriamo le imprese straniere a danno delle italiane»


La scomparsa dell’autotrasporto e della norma anticabotaggio dal decreto Sblocca Italia (quella cioè che prevedeva l'inversione dell'onere della prova nella dimostrazione della regolarità del trasporto di cabotaggio) era trapelata la scorsa settimana, per ironia della sorte proprio nelle stesse ore in cui a Lussemburgo la Corte di Giustizia emetteva il suo verdetto sui costi minimi. Il 12 settembre, quando il decreto è finalmente apparso in Gazzetta Ufficiale, c’è stata la conferma. Certo, come già nei giorni scorsi da ambienti governativi si erano rincorse voci sulla volontà di recuperare in sede di conversione quanto si è perso per strada. Ma intanto tocca attendere, senza peraltro avere certezze di vedere soddisfatte urgenti esigenze. Il presidente di Fai-Conftrasporto Paolo Uggè parla di «decisone assurda, controproducente e incomprensibile», visto che la norma concordata «avrebbe consentito controlli efficaci nei confronti delle operazioni abusive di cabotaggio, sempre più in crescita nel nostro paese». Rimane comunque l’interrogativo di fondo: come e per volontà di chi le norme concordate hanno trovato sbarrata la porta del decreto? Difficile rispondere. Uggè formula a sua volta una provocatoria domanda: «è forse una scelta dell'Esecutivo indebolire sempre più le imprese di autotrasporto nazionale?». Di certo, c’è la volontà di «non tutelare centinaia di migliaia di operatori mettendoli in condizione di non reggere alla concorrenza estera, lasciata libera di far concorrenza sleale. In altri paesi europei le norme sono state riviste proprio per impedire che le regole del mercato risultassero falsate dalla mancanza di controlli. Nel nostro Paese, nonostante l'impegno sottoscritto dal ministro Lupi, il governo decide di favorire imprese estere a tutto danno di quelle nazionali». «L'autotrasporto - conclude Uggè - vive momenti difficili e complessi, anche per l'evanescenza del ministero competente. Non è certo una forma di ricatto ma sono questi comportamenti che consentiranno a forme spontanee di rabbia di esplodere».
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giovedì 11 settembre 2014

CGIA Mestre: «Lo stop ai costi minimi rischia di far chiudere migliaia di padroncini»


Dopo la bocciatura da parte della Corte di Giustizia Europea della tariffa minima applicata in Italia per il trasporto merci su strada i nostri padroncini sono a rischio estinzione. Lo denuncia senza mezzi termini la CGIA di Mestre ricordando che su 90.200 imprese attive in Italia, il 68% circa è costituito da aziende artigiane. E adesso, queste piccole realtà, senza più avere la protezione del costo minimo vedranno azzerare in prospettiva il loro potere contrattuale e così si troveranno spesso nell’impossibilità di «coprire i costi aziendali con tariffe chilometriche che, ovviamente, subiranno una caduta verticale». E tutto ciò – constatano sempre alla CGIA – finirà per «i vettori dell’Est Europa che già oggi viaggiano con tariffe stracciate, spesso in palese violazione delle norme di settore e nel mancato rispetto delle disposizioni in materia di sicurezza previste dal codice della strada». Una situazione difficilissima in generale, ma quasi drammatica – sottolinea il segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi – «per le aziende ubicate nelle aree di confine che sono sottoposte alla concorrenza proveniente dai vettori dell’Est Europa. Questi ultimi hanno imposto una guerra dei prezzi che sta strangolando molti piccoli padroncini. Pur di lavorare oggi si viaggia anche a 1,10-1,20 euro al chilometro, mentre i trasportatori dell’Est, spesso in violazione delle norme sui tempi di guida e del rispetto delle disposizioni in materia di cabotaggio stradale, possono permettersi tariffe attorno agli 80-90 centesimi al chilometro. Con queste differenze non c’è partita. Ora che le tariffe minime non potranno essere più utilizzate, la situazione rischia di peggiorare ulteriormente». Secondo i dati elaborati dall’Ufficio studi della CGIA, tra il primo trimestre 2009 e il secondo trimestre 2014 hanno chiuso oltre 18.500 imprese (-17%) del settore dell’autotrasporto. Alle 90.200 realtà presenti sul territorio nazionale vanno aggiunte almeno altre 40.000 attività prive di automezzi che svolgono quasi esclusivamente un’attività di intermediazione. Per quanto concerne l’occupazion, in mancanza di dati statistici puntual, la CGIA stima, a grandi linee, che in Italia siano occupati nell'autotrasporto tra le 350 e le 400.000 persone. Dall’inizio della crisi hanno perso il posto di lavoro quasi 70.000 addetti. A livello territoriale la Regione che ha subito la contrazione più forte è stata il Friuli Venezia Giulia. Dal primo trimestre 2009 al secondo trimestre del 2014 il numero delle imprese è diminuito del 23,2%. Altrettanto preoccupante è la situazione venutasi a creare in Toscana (-21,6%), e in Piemonte (- 20,2%).
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martedì 26 agosto 2014

1.700 euro e ritiro patente: la sanzione per il "solito" magnete

Il magnete colpisce ancora. Qualche giorno fa il tristemente diffuso rimedio per alterare le registrazioni del cronotachigrafo è stato trovato sul camion di un autotrasportatore della provincia di Lecco fermato dalla polizia municipale a Ravenna. A quel punto è scattata una sanzione di 1.700 euro, il ritiro della patente di guida in vista di una sospensione fino a tre mesi e l'obbligo di revisionare il cronotachigrafo entro 10 giorni. La stessa polizia municipale di Ravenna, diffondendo la notizia, ha ricordato che lo scorso anno su 466 controlli effettuati su veicoli pesanti sono state accertate 205 violazioni, 154 a carico degli autisti e 51 a carico delle aziende.
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giovedì 14 agosto 2014

Cassazione: il cronotachigrafo non dimostra lo straordinario dell'autista se l'azienda non è d'accordo


C’è una sentenza che potrebbe suscitare qualche prurito a molti autisti dipendenti di aziende di autotrasporto. È per la precisione quella con cui lo scorso 13 maggio (n. 10366) la Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di un autista a ottenere il pagamento del lavoro straordinario perché la prova presentata – le registrazioni del cronotachigrafo analogico – è stata ritenuta insufficiente a dimostrare che il lavoro sia stato effettivamente svolto. Più precisamente, siccome l’azienda di trasporti per chi lavorava l’autista in questione ha disconosciuto la veridicità di quelle registrazioni, a quel punto – secondo la Cassazione – entra in gioco un articolo del codice civile, il 2712, che dice espressamente che «Le riproduzioni fotografiche, informatiche o cinematografiche, le registrazioni fonografiche e, in genere, ogni altra rappresentazione meccanica di fatti e di cose formano piena prova dei fatti e delle cose rappresentate, se colui contro il quale sono prodotte non ne disconosce la conformità ai fatti o alle cose medesime». Insomma, tutte le registrazioni dei fatti, come nel caso del cronotachigrafo, hanno valore soltanto se l’altra parte le riconosce come valide, ma in caso contrario diventano semplici presunzioni e per provare la propria pretesa – come nel caso in questione – c’è bisogno di altro. Cos’è che potrebbe suscitare pruriti? L’utilizzo bicefalo delle registrazioni del cronotachigrafo, che per un verso, quando un autista viene fermato lungo una strada, sono la prova di quanto ha guidato o ha riposato; al contrario se lo stesso autista utilizza quelle registrazioni per dimostrare che ha lavorato di più di quanto preveda il contratto di lavoro, improvvisamente non hanno più valore, se il datore di lavoro le disconosce.
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mercoledì 30 luglio 2014

Cremona, un altro morto sul lavoro


10 luglio 2014 RAJ DES 45 anni, dipendente della INVERNIZZI spa è morto ieri all’interno dell’azienda in cui lavorava. “Ancora una volta un lavoratore vittima del lavoro” è l'amaro commento delle organizzazioni sindacali CGIL CISL e UIL e di Fillea, Filca Feneal territoriali, che si stringono attorno alla famiglia del lavoratore ed attendono "che vengano effettuati dagli Enti preposti i relativi accertamenti, su come è avvenuto l’infortunio sul Lavoro e che siano verificate eventuali responsabilità." Ma una cosa è certa "sono troppi gli infortuni ed in particolare gli infortuni mortali. In questo periodo contraddistinto da una pesante crisi del settore, l’impressione è che il tema della sicurezza sul lavoro sia scivolato ulteriormente agli ultimi posti delle priorità. Noi ribadiamo con forza che bisogna mettere al centro il valore della vita e la qualità del lavoro." I Sindacati di Cremona ricordano che "un infortunio sul lavoro non è mai una fatalità, ma è la conseguenza della mancata applicazione delle misure necessarie volte ad evitarlo. La tutela e la prevenzione della salute e della sicurezza dei lavoratori, non può essere una variabile dipendente dal mercato, utilizzata per dare priorità assoluta al profitto." Per tentare di dare una soluzione a questo problema, per le organizzazioni sindacali territoriali "servono misure e comportamenti corretti che partendo dalla prevenzione, sappiano dare applicazione e rispetto alle normative sulla sicurezza, che spesso e volentieri rimangono scritte sulla carta e non sono applicate concretamente durante le fasi lavorative. Per costruire una seria politica della prevenzione è necessario inoltre che siano potenziati gli organici degli enti preposti alla prevenzione, al fine consentire loro di intervenire preventivamente sui luoghi di lavoro. Il sindacato sottolinea come nonostante tutti gli sforzi di tenere alta l’attenzione sul problema, si parli di sicurezza solo di fronte ai morti e cioè quando si è già pagato un prezzo inaccettabile. Le segreterie ProvinciaLI Confederali CGIL CISL UIL Le segreterie provinciali di Categoria Fillea CGIL, Filca Cisl, Feneal UIL
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giovedì 24 luglio 2014

Il Belgio in scia della Francia: 1.800 euro per chi fa il riposo settimanale in cabina


Si ingrossa l’onda anti-cabotaggio che si sta riservando sull’Europa. Stavolta ad approvare una norma anti-dumping che segue molto da vicino quella emanata dal parlamento francese è il Belgio. Per la precisione la norma, in vigore dal 21 luglio prevede l’aumento della sanzione pecuniaria – da 55 a 1.500 euro – applicata alle imprese di autotrasporto i cui veicoli siano stati trovati sprovvisti della documentazione idonea a dimostrare la regolarità del cabotaggio. Nel caso in cui la sanzione non venga saldata al momento gli organi di controllo dispongono il fermo del veicolo. Inoltre, come in Francia, anche in Belgio adesso diventa vietato effettuare il riposo settimanale di 45 ore all’interno della cabina. Contrariamente alla Francia, però, qui la sanzione per chi trasgredisce tale divieto è molto più contenuta: 1.800 euro al posto dei 30.000 della normativa francese.
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sabato 5 luglio 2014

Veicolo senza RCA auto e prezzi carburanti: il pc o lo smartphone aiutano il controllo


Uno smartphone o un pc oggi possono aiutare anche quando si va per strade. Nell'arco di poche settimane infatti si segnalano due novità interessanti. La prima riguarda l'attivazione da parte del ministero dei Trasporti, sul sito www.ilportaledellautomobilista.it, un servizio che consente, immettendo numero di targa del veicolo, di scoprire in tempo reale se sia o meno coperto da RCA auto. La cosa è utile perché dal momento dell'inserimento sul sito gli interessati devono mettersi in regola in 15 giorni, trascorsi i quali vanno a finire in un elenco messo a disposizione delle Polizia e delle Prefetture, messe in condizioni di scaricare gli elenchi pubblicati sul sito. Nei giorni scorsi, poi con nota del 10 Giugno, sulla questione è intervenuto il ministero dell’Interno per precisare che passati i 15 giorni ricordati, la Polizia può visionare la scheda del veicolo contenuta negli archivi della motorizzazione. Da qui l'esortazione del ministero a intensificare l’attività di controllo per combattere un fenomeno - la mancata sottoscrizione della RCA auto obbligatoria - sempre più diffuso. L'altro strumento a disposizione di chi va per strada riguarda una app creata dal ministero dello Sviluppo Economico per visualizzare i prezzi dei carburanti sull'intera rete e scegliere il gestore più conveniente. La app, disponibile su Googleplay e su App Store, serve non soltanto ad aumentare la trasparenza sul mercato, ma anche a chiedere a chi va per strada di fornire un aiuto nel controllare eventuale «furbetti». Infatti, se un autista trovasse una lacuna sulla app, vale a dire un impianto non censito, può segnalarlo prima allo stesso gestore. Ma se si appurasse che c'è stata un'omessa comunicazione o se il prezzo praticato sia superiore a quello comunicato dal singolo impianto di distribuzione scatta una sanzione amministrativa pecuniaria, in tutto simile a quella comminata per mancata esposizione dei prezzi in vetrina: da 516 euro a 3.098 euro.
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giovedì 3 luglio 2014

PSI Ravenna: "Incidenti sul lavoro, un tema che riguarda l'Italia intera"


Anche il Partito socialista di Ravenna interviene sugli incidenti sul lavoro dopo l'ultimo episodio alla Marcegaglia. "Le cause degli eventi più gravi e luttuosi non sempre sono semplicemente frutto del caso fortuito. - si legge nella nota PSI - Il secondo tragico infortunio sul lavoro dall'inizio dell'anno, in cui ha perso la vita un operaio di 39 anni, sta trasformando il cantiere A3 in Basilicata, nei pressi del tunnel 'serra rotonda' fra Lagonegro e Lauria, in un cimitero di morti bianche. Serve un controllo attento e puntuale del rispetto delle norme poste a tutela dei lavoratori soprattutto in questa fase conclusiva dei lavori e una valutazione precisa dei fatti per evitare che simili tragedie possano nuovamente verificarsi." "La commissione d'inchiesta interna nominata da ANAS e l'inchiesta giudiziaria aperta dalla procura competente dovrà fare luce sulla vicenda e le eventuali responsabilità. Nel frattempo verranno intensificate iniziative per la sicurezza di tutti i cantieri ancora operanti. Ma il problema della sicurezza sul lavoro in Italia è ancora assolutamente irrisolto. In questi giorni nel ravennate si sono susseguiti due incidenti gravi, uno si è verificato allo stabilimento Marcegaglia, a distanza di pochi mesi, da quello in cui perse la vita un operaio e l'altro all'interno della ditta Ambiente Mare, a Marina di Ravenna. Viene ancora una volta da chiedersi se i livelli di sicurezza e prevenzione siano adeguati e se i controlli da parte delle autorità competenti non siano ancora inadeguati. Dovranno essere accertate le dinamiche, ma è evidente che il problema della sicurezza sul lavoro è legato soprattutto al tema degli appalti. Spesso il contenimento dei costi mette in secondo piano il diritto fondamentale di ogni lavoratore: la sicurezza per la garanzia alla vita!" conclude la nota socialista.
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lunedì 30 giugno 2014

Pubblicati i costi minimi per giugno 2014

Il Ministero dei Trasporti ha adeguato i costi di esercizio dell'impresa di autotrasporto per conto di terzi, con riferimento all’andamento del costo del carburante, in base alle ultime rilevazioni disponibii: maggio 2014. I dati relativi al prezzo del gasolio sono validi per i trasporti stradali in conto terzi svolti a giugno 2014. Per i veicoli di massa complessiva superiore alle 7,5 tonnellate, i dati relativi al prezzo al consumo del gasolio sono stati depurati dello sconto sull’accisa e del valore dell’IVA; per i veicoli di massa complessiva inferiore alle 7,5 tonnellate i dati stessi sono stati depurati della sola IVA.
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sabato 28 giugno 2014

Riforma della tassazione sui veicoli: fumata nera dal governo


Fumata per la ristrutturazione delle tasse sui veicoli. Lo scorso 13 giugno il consiglio dei ministri avrebbe dovuto conversione l’imposta provinciale di trascrizione (IPT) a favore delle Regioni, mandare in pensione il Pra e il certificato di proprietà. Ma così non è stato. Tutti i provvedimenti previsti – dei quali peraltro uominietrasporti.it vi aveva dato notizia – sono stati rinviati, non si sa bene a quando. La notizia di per sé potrebbe anche non essere negativa. Nel senso che i provvedimenti in questione sarebbero dovuti entrare nel disegno di legge della riforma della Pubblica Amministrazione e quindi ottenere la doppia approvazione delle Camere del Parlamento, con tempi quindi decisamente lunghi., passerà poi all’esame del Parlamento, in tempi ovviamente lunghi. Il rinvio e quindi lo scorporo potrebbe invece preludere a inserire gli stessi provvedimenti in un decreto legge di più veloce entrata in vigore. La prossima settimana potremmo scoprire se tale ipotesi è fondata.
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lunedì 23 giugno 2014

Rai, parlare di sicurezza sul lavoro rafforza la missione dell’informazione locale


La campagna informativa per la sicurezza sul lavoro, promossa dalla TGR, è partita bene, sta dando buoni risultati sia per la qualità del lavoro svolto dalle singole redazioni regionali sia per l’apprezzamento del pubblico. Si tratta di un esperimento editoriale che a nostro avviso rafforza l’identità e il ruolo della missione dell’informazione locale del servizio pubblico. Abbiamo scelto questo tema per l’avvio di una serie di campagne sociali convinti di dover ritornare su un argomento spesso affrontato soltanto in occasione di tragici eventi di cronaca o di presentazione di report statistici. Quello della sicurezza sul lavoro, come ci ha più volte ricordato il Presidente della Repubblica Napolitano, deve divenire un elemento culturale di permanente considerazione. Noi della TGR lo stiamo affrontando anche in una prospettiva promozionale, raccontando accanto alle tante tragedie le buone pratiche, affinché queste possano essere conosciute e soprattutto emulate. Ogni redazione, inoltre, sta individuando un obiettivo da indicare ai propri ascoltatori al termine della campagna di informazione: un aggiornamento da compiere, un impegno da verificare, una situazione critica da rivedere, ecc. Chiuderemo la settimana con un appuntamento: “tra x mesi torneremo su questo argomento, su questa situazione, in questo cantiere, per verificare se….”.
Ci sembra un doveroso, ulteriore impegno di serietà nei riguardi dei nostri utenti. Al termine raccoglieremo il meglio di questo intenso lavoro, anche per proporlo in azienda e fuori come dimostrazione della capacità produttiva della testata e dell’efficacia della informazione di prossimità. Dopo la sicurezza sul lavoro altre campagne sono già in programma: si ricomincerà con scuola ed immigrazione. *
Direttore della TGR-Rai 18 giugno 2014
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venerdì 20 giugno 2014

Controlli a tre autisti stranieri nel trevigiano: sanzioni per 7.000 euro


Sanzioni per 7.000 euro, fermo amministrativo del veicolo e ritiro di una patente. A tanto hanno portato una serie di controlli in provincia di Treviso. A cadere nelle maglie della Stradale sono stati per la precisione tre autisti stranieri. Il primo era un autista tedesco che, a dispetto della non più giovane età (64 anni), era alla guida del suo camion da ben 16 ore e 2 minuti per trasportare elettrodomestici. A suo carico è scattata una sanzione di 844 euro. Più grave il comportamento di un autista rumeno di 52 anni, al servizio di una società spagnola, che sottoposto a controllo ha mostrato – evidentemente perché sprovvisto – la licenza comunitaria intestata a un terzo. Pesante la sanzione: 4.130 euro e fermo amministrativo del veicolo per tre mesi. Infine, un autista polacco di 33 anni ha cercato di aggirare il controllo della polizia imboccando un’area di sosta. Ma la Stradale lo ha aspettato e quindi seguito per fermarlo dopo pochi chilometri. A quell punto, dal controllo del cronotachigrafo emergeva la classica manomissione tramite calamita punita con 1.682 euro e con il ritiro della patente.
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mercoledì 11 giugno 2014

Tachigrafi truccati per turni di guida disumani: accusa di estorsione per due titolari di azienda abruzzese

6 giugno 2014

Turni di lavoro impossibili, cronotachigrafi truccati tramite utilizzo di magneti, addirittura pressioni per indurre gli autisti della società a votare alle elezioni candidati “amici”. È quanto ha appurato dopo due anni di indagini la Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale di L’Aquila pedinando i 20 veicoli di proprietà di una società di autotrasporto di Pratola Peligna. In tutto a essere incriminate sono 15 persone, tra le quali compaiono in prima fila i due rappresentanti legali della società. Anzi, proprio per loro si profilano le accuse più pesanti, vale a dire l’estorsione che deriva dall’aver costretto gli autisti a guidare per tempi disumani dopo aver compromesso il funzionamento dei cronotachigrafi, ma anche la truffa ai danni dello Stato per aver falsato documenti così da evitare sanzioni amministrative previste dal codice della strada. Alcuni dipendenti invece sono accusati di favoreggiamento per aver aiutato i titolari nel loro piano criminoso. I sospetti della Polizia erano stati sollevati dai file scaricati dai cronotachigrafi, dai quali risultavano fermi veicoli che in realtà erano stati visti in movimento. Le modalità per inibire lo strumento di registrazione erano quelle consuete: l’utilizzo di magneti con cui impedire la registrazione dei tempi di guida e di riposo.
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lunedì 9 giugno 2014

Dialogo sociale nelle Pmi, collaborazione per la sicurezza sul lavoro, ricerca Eurofound


BRUXELLES – Dialogo sociale, salute e sicurezza sul lavoro, condizioni di vita e lavoro nelle piccole e medie imprese europee. Pubblicato da Eurofound lo studio Social dialogue in micro and small companies, indagine sulle dinamiche sociali riguardanti una tipologia di imprese cruciale per l’economia Ue. Le Pmi costituiscono quasi il 99% dell’intero mondo imprenditoriale europeo, impegnando circa la metà della forza lavoro del settore privato. Tuttavia, a questa centralità, non corrisponde all’esterno un’adeguata attività di ricerca, in particolare per quanto riguarda le modalità di implementazione dei diritti fondamentali dei lavoratori e del ruolo centrale del dialogo sociale come mezzo di confronto sulle condizioni di lavoro. Eurofond con il volume appena pubblicato punta ad affrontare questa lacuna e presenta un lavoro che riassume dati estratti da indagini precedenti, una valutazione comparativa tra i contributi di 28 corrispondenti da diversi Paesi europei e 10 buone prassi d’eccellenza. Lo studio mostra che sebbene sia riconosciuta l’importanza di strumenti giuridici e di altre forme di regolamentazione è principalmente la cultura del management a determinare la propensione al dialogo sociale e al coinvolgimento dei lavoratori nel processo di implementazione di misure lavorative come quelle riguardanti la tutela della salute e la sicurezza sul posto di lavoro. Le indicazioni di legge, gli obblighi, compresi quelli in materia di sicurezza sul lavoro, non sono avvertiti come particolarmente pesanti dalle Pmi europee. Parallelamente, però, l’attuazione degli adempimenti normativi per le imprese più piccole richiede proporzionalmente una quantità di risorse maggiore, sforzi maggiori rispetto alle aziende di altre dimensioni.
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sabato 7 giugno 2014

Sicurezza sul lavoro: se ne parla a scuola


Questa mattina a palazzo Gentili, a partire dalle 9,30 presso la sala “Franco Benedetti”, si terrà il convegno conclusivo sul progetto “La cultura della sicurezza, dalla divulgazione alla formazione” che la Provincia e il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco hanno promosso presso l’istituto d’istruzione superiore “Francesco Orioli”. Il progetto ha evidenziato l’importanza della scuola come risorsa strategica per la promozione della cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro come stabilito dal decreto legislativo 81/2008 che ha raccolto in un unico testo normativo tutte le disposizioni in materia. E’ partito già nell’anno scolastico 2012/2013 come progetto a carattere divulgativo e si è trasformato nell’anno in corso in un progetto formativo. Il convegno sarà aperto dai saluti istituzionali del presidente della Provincia Marcello Meroi e del vice prefetto Francesco Tarricone e vedrà anche la partecipazione del dottor Augusto Quercia rappresentante dell’Ausl, che illustrerà le attività svolte sul territorio dall’azienda sanitaria. Saranno poi il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco Gennaro Tornatore ed il dirigente dell’istituto Orioli Luigi Valente ad illustrare il progetto e spiegare come si è passati dalla divulgazione della cultura della sicurezza ad una vera e propria attività di formazione. Interverranno anche i docenti dell’Istituto che hanno seguito il lavoro degli studenti che si è concretizzato anche con la produzione di un video che sarà presentato nel corso della manifestazione. “Lo Stato, come stabilito dal testo unico recante le disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro – spiega il presidente Meroi – ha riconosciuto la funzione essenziale della scuola nella promozione di una forte ed incisiva cultura della sicurezza. E’ per questo che in collaborazione con il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco abbiamo deciso di favorire la diffusione di questo progetto in ambito scolastico consapevoli di come oggi non sia più accettabile che le persone perdano la vita sul posto di lavoro per mancanza di sicurezza. Il livello di civiltà di una società deve passare anche da una cultura della sicurezza sul lavoro da diffondere attraverso un’adeguata formazione che parta in primo luogo dalle scuole. I Vigili del Fuoco – ha concluso Meroi – hanno svolto un lavoro egregio supportando i docenti nella promozione di quei comportamenti responsabili, essenziali a prevenire, attraverso atteggiamenti improntati alla prudenza , rischi per la salute e la sicurezza propria e degli altri”. Agli studenti che hanno partecipato al percorso formativo saranno rilasciato degli attestati nelle seguenti materie: Formazione generale per i lavoratori; addetti antincendio rischio medio; addetti al primo soccorso aziendale gruppo A e BLSD.
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venerdì 30 maggio 2014

Stress lavoro correlato, campagna Eu-Osha, nuovo video con Napo


BILBAO – When stress strikes, lo stress al lavoro e la prevenzione. Eu-Osha pubblica un nuovo video di Napo sul tema della campagna Ambienti lavoro sani e sicuri 2014-2015. Insieme per la prevenzione e la gestione dello stress lavoro correlato, il tema della nuova campagna viene vissuto dal personaggio simbolo dell’Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro. Ancora una volta, in un filmato animato, i rischi e la prevenzione sul lavoro, i pericoli, i modi migliori per incontrali e sopratutto i modi migliori per evitarli. Quali le cause di rischi psicosociali sul lavoro. Molte, tra queste ad esempio richieste eccessive, basso controllo, pressione costante, comportamenti inaccettabili, mancanza di rispetto, cambiamenti, pianificazione inefficace e istruzioni contraddittorie.
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martedì 27 maggio 2014

INAIL - Finanziamenti alle imprese per la sicurezza sul lavoro. Il 29 maggio l’invio delle domande.

l’INAIL ha reso noto, sul proprio sito, che l'invio telematico delle domande per la partecipazione al Bando ISI 2013 per il miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e agli specifici bandi regionali, si svolgerà il giorno 29 maggio 2014, dalle ore 16.00 alle ore 16.30.


Con il Bando ISI, come ogni anno, l'Inail finanzia in conto capitale le spese sostenute per progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. I destinatari degli incentivi sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio Industria, Artigianato ed Agricoltura. In particolare, con il Bando Isi 2013, sono stati resi disponibili per le imprese oltre 307 milioni di euro. Il contributo, pari al 65% dell’investimento, per un massimo di 130.000 euro, verrà erogato dopo la verifica tecnico-amministrativa e la realizzazione del progetto. I finanziamenti sono a fondo perduto e vengono assegnati fino a esaurimento, secondo l’ordine cronologico di arrivo. Sono cumulabili con benefici derivanti da interventi pubblici di garanzia sul credito (es. gestiti dal Fondo di garanzia delle PMI e da Ismea). Il Bando ISi prevedeva due fasi ben distinte: nella prima fase, dal 21 gennaio all’8 aprile 2014 è stato possibile inserire online il proprio progetto. Ora, le imprese il cui progetto è risultato in linea con quanto previsto dal bando ed hanno effettuato il download del codice identificativo possono partecipare alla seconda fase di invio telematico della domanda. L’invio telematico delle domande, come detto, si svolgerà il giorno 29 maggio 2014 dalle ore 16:00 alle ore 16:30. Dall’orario di apertura all’orario di chiusura dello sportello informatico le imprese interessate potranno inviare la propria domanda attraverso il codice identificativo assegnato. 

Ulteriori informazioni sono disponibili alla pagina che il sito internet dell'INAIL dedica al bando ISI
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lunedì 26 maggio 2014

Contratti rumeni per autisti italiani: a Padova sono già un migliaio

19 maggio 2014

" "se in Francia non scherzano(Link) in Italia addirittura ti aiutano a fregarli"

piccola guida su come evadono le tasse in Italia........

Il giochino è fin troppo facile. Esistono agenzia di lavoro interinale rumene, alle quali in Europa si possono rivolgere qualsiasi impresa. Comprese quelle di autotrasporto italiane, alla disperata ricerca di contenere i costi e competere con quelle imprese estere (o esterovestite, vale a dire italiane di nascita e poi delocalizzate) che godono di costi inferiori. Il vantaggio è importante: rispetto a un autista inquadrato con contratto italiano, che mediamente si mette in tasca alla fine del mese 1700-1900 euro, un autista assunto con contratto rumeno tramite l’agenzia interinale, si ferma a circa 1200-1400 euro. Ma chi ci perde veramente in questo giochino è lo Stato perché su ogni singolo autista in Romania si accontentano di 300 euro, quando in Italia ce ne vogliono 1200. Attenzione, però, perché questi soldi sono di tutti. Anzi per buona parte vanno a finanziare l’Inps e quindi le pensioni degli italiani. Certo, se il fenomeno fosse contenuto a poche decine di unità, sarebbe poco male. Ma se coinvolgesse migliaia e migliaia di persone? A Padova, cittadina di una regione di frontiera come il Veneto, la locale Filt-CGIL ha stimato che già oggi ci sono almeno un migliaio di autisti italiani assunti con contratto rumeno. Come a dire che soltanto a Padova lo Stato vede «bruciare» circa un milione di euro. Ma anche la locale CNA-Fita, per bocca del segretario Walter Basso, si sta spendendo per arginare il fenomeno e per modificare l’impianto normativo che lo consente. Secondo quanto riferito da Basso al Mattino, di solito «sono le grandi aziende a utilizzare le assunzioni con contratto rumeno. Al limite è coinvolta anche qualche piccola azienda, ma solo quella che è arrivata alla canna del gas». Basso ha anche riferito, però, che ci sono molti lavoratori che intraprendono azioni legali per denunciare l’illegittimità del loro inquadramento e «le vertenze che sono arrivate in aula hanno trovato quasi sempre, da parte dei giudici risposte favorevoli ai ricorsi dei lavoratori». Ecco perché, conclude Basso, «ai nostri associati sconsigliamo questo tipo di assunzione».
fonte: Link

venerdì 23 maggio 2014

Formatore per la sicurezza e aggiornamento RSPP in un unico corso

Formatore per la sicurezza e aggiornamento RSPP in un unico corso
 PUBBLIREDAZIONALE – “Aggiornamento RSPP/ASPP


 - Docente formatore per la sicurezza sul lavoro - 24 ore”: il nuovo prodotto di Mega Italia Media che consente di qualificarsi come formatori per la sicurezza e aggiornarsi come RSPP/ASPP in un unico corso. Brescia, 19 Mag – Un efficace tutela della salute e sicurezza nel mondo del lavoro dipende anche dal continuo aggiornamento dei principali artefici della sicurezza aziendale e da un miglioramento della formazione erogata da docenti formatori con buona conoscenza, esperienza e capacità didattica. In questo senso per i formatori sono disponibili diversi corsi che - come completamento dei prerequisiti e requisiti richiesti dal Decreto interministeriale del 6 marzo 2013 relativo ai “ Criteri di qualificazione della figura del formatore per la salute e sicurezza sul lavoro” - offrono la possibilità di acquisire anche le giuste capacità didattiche generali per poter comunicare e interagire con persone da formare. Esiste tuttavia un corso che si rivolga a formatori che si occupano specificatamente di sicurezza e che includa contenuti e aggiornamenti in materia di normativa e di prevenzione? Un corso che possa essere un idoneo aggiornamento per i responsabili e per gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione sui luoghi di lavoro? Un corso che permetta a RSPP/ASPP - in possesso degli altri requisiti richiesti dal Decreto del 6 marzo 2013 - di acquisire anche le capacità didattiche necessarie per le attività di formatore alla sicurezza? Da alcuni giorni l’azienda Mega Italia Media srl, una delle aziende leader nella formazione alla sicurezza in Italia e nello sviluppo di applicazioni tecnologicamente avanzate per la formazione on-line, ha al suo attivo il corso “Aggiornamento RSPP/ASPP - Docente formatore per la sicurezza sul lavoro - 24 ore”, un corso di aggiornamento per Responsabile/Addetto del Servizio di prevenzione e protezione per attività appartenenti a tutti i Macrosettori e per la qualificazione del formatore per la salute e sicurezza sul lavoro. I destinatari del corso non sono dunque solo i docenti formatori in materia di salute e sicurezza sul lavoro che devono acquisire il requisito di esperienza didattica previsto dal Decreto del 6 marzo 2013 (in vigore dal 18 marzo 2014) ma anche gli RSPP/ASPP che hanno già effettuato il Modulo B e devono effettuare l'aggiornamento quinquennale o che devono effettuare un successivo aggiornamento quinquennale. Il corso costituisce quota parziale del Credito Formativo di 40/60 ore (RSPP) o di 28 ore (ASPP) ai fini dell'Aggiornamento quinquennale obbligatorio ai sensi del D.Lgs. 195/2003 e s.m.i. come previsto dall'Accordo Stato-Regioni del 26 gennaio 2006 di cui all'articolo 32 comma 6 del Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008. Ed è erogato in modalità e-learning ai sensi del punto 3 e dell’Allegato 1 dell’Accordo Stato Regioni sancito il 26 gennaio 2006 e secondo le indicazioni delle Linee applicative del 25 luglio 2012 degli Accordi Stato-Regioni del 21 dicembre 2011. In particolare ricordiamo che l’Accordo del 26 gennaio 2006 sancisce che i corsi di aggiornamento, che potranno essere effettuati anche con modalità di formazione a distanza, dovranno comunque far riferimento ai contenuti dei moduli del rispettivo percorso formativo, con particolare riguardo: a) al settore produttivo di riferimento; b) alle novità normative nel frattempo eventualmente intervenute in materia; c) alle innovazioni nel campo delle misure di prevenzione. Il programma del corso “Aggiornamento RSPP/ASPP - Docente formatore per la sicurezza sul lavoro - 24 ore” fa esplicito riferimento alle novità normative e in materia di prevenzione in materia di sicurezza ed è suddiviso indue parti: - Strumenti di didattica formativa - Aggiornamento in merito alle innovazioni nel campo delle misure di prevenzione in riferimento alle modalità di gestione del comportamento e della formazione dei lavoratori, ai principi della formazione degli adulti, alle tecniche di comunicazione nella sicurezza sul lavoro; - Spunti di progettazione formativa - Aggiornamento sulla valutazione dei rischi per la sicurezza e salute, sulle procedure di prevenzione e protezione dai rischi specifici, sulle modalità di gestione del comportamento e della formazione dei lavoratori. Riguardo poi alla funzione di aggiornamento RSPP/ASPP si sottolinea che il corso aggiorna RSPP/ASPP appartenenti ai macrosettori: 1 – Agricoltura, 2 – Pesca, 3 – Edilizia, 4 – Industria, 5 – Chimico, 6 – Commercio, 7 - Sanità, Servizi Sociali, 8 - Pubblica Amministrazione, Scuola, 9 – Servizi. Ricordiamo infine che il rigore del corso in e-learning di Mega Italia Media è assicurato dai test di verifica. L'accertamento dell'apprendimento è svolto tramite test obbligatori in itinere a domande chiuse con correzione automatica. Sono previste ulteriori esercitazioni in itinere che hanno come scopo quello di favorire nel partecipante la traduzione, non sempre facile, fra teoria e pratica. Lo svolgimento delle esercitazioni proposte, soggette alla valutazione del docente, rappresenterà materiale didattico e metodologico prezioso per la qualificazione del proprio lavoro. Al termine del corso è effettuata una verifica finale di apprendimento in presenza in conformità a quanto richiesto dagli Accordi per la formazione sanciti il 21 dicembre 2011 in sede di Conferenza Stato-Regioni e dalle Linee applicative sancite il 25 luglio 2012. Il corso “Aggiornamento RSPP/ASPP - Docente formatore per la sicurezza sul lavoro - 24 ore” vuole insomma offrire qualcosa in più dei soliti aggiornamenti normativi per RSPP o le solite indicazioni metodologiche per i futuri formatori. Vuole offrire a tutte queste figure un panorama dettagliato e complessivo che parta dai contenuti aggiornati sulla sicurezza per arrivare agli strumenti necessari per comunicarli. Un prodotto completo che si auspica di incidere realmente sul miglioramento futuro della prevenzione aziendale. Ricordiamo, per concludere, che sono comunque disponibili due diverse versioni del corso, una per i soli docenti formatori e quella nuova per docenti formatori con crediti aggiornamento per ASPP e RSPP. Link al corso in e-Learning “Aggiornamento RSPP/ASPP - Docente formatore per la sicurezza sul lavoro - 24 ore”. Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Ministero della Salute – Decreto interministeriale del 6 marzo 2013 - criteri di qualificazione della figura del formatore per la salute e sicurezza sul lavoro (articolo 6, comma 8, lett. m-bis), del Decreto Legislativo n. 81/2008 e s.m.i.). CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO - PROVVEDIMENTO 26 gennaio 2006 - Accordo tra il Governo e le regioni e province autonome, attuativo dell'articolo 2, commi 2, 3, 4 e 5, del decreto legislativo 23 giugno 2003, n. 195. Il presente accordo costituisce attuazione del citato art. 8 bis del decreto legislativo 626 del 1994, dando seguito a quanto lo stesso dispone sia ai commi 2, 4 e 5, in ordine ai corsi di formazione, sia al comma 3, in ordine all'esercizio della facoltà di questa Conferenza di individuazione di soggetti formatori ulteriori rispetto a quelli espressamente individuati nello stesso comma. 

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