martedì 21 ottobre 2014

Costi e benefici di interventi sulla sicurezza lavoro nelle Pmi, relazione Eu-Osha

BILBAO – Pubblicata da Eu Osha The business case for safety and health: Cost–benefit analyses of interventions in small and medium-sized enterprises, relazione che esamina gli aspetti economici della sicurezza e salute sul lavoro (Ssl) nelle piccole e medie imprese (Pmi). 

 La ricerca si basa su alcuni casi di studio presenti in letteratura e su tredici nuovi casi appositamente sviluppati a partire da un modello condiviso e quindi comparabile. Le piccole e medie imprese costituiscono la spina dorsale dell’economia europea in quanto rappresentano il 67% dell’occupazione. Allo stesso tempo però è nelle aziende di piccole dimensioni che avvengono l’82% degli infortuni sul lavoro. La Ssl nelle Pmi comporta sfide particolari, i lavoratori sono esposti a rischi maggiori e in caso di infortunio l’intera azienda può essere gravemente compromessa. Molti miglioramenti in materia di Ssl possono essere attuati anche a basso costo ma a volte le Pmi hanno problemi ad accedere anche a piccoli finanziamenti, e più difficoltà a riorganizzare il lavoro. La ricerca mostra che se si affrontano le difficoltà e si attuano interventi migliorativi per la gestione della salute e sicurezza in azienda, gli investimenti si ripagano velocemente in termini di ritorno di immagine e responsabilità di impresa, in termini di risparmi sugli indennizzi per la salute e sicurezza dei lavoratori, ma anche spesso in termini di produttività. Undici dei tredici case studies di interventi in materia di Ssl hanno mostrato che nei cinque anni successivi agli interventi stessi l’azienda è rientrata dell’investimento compiuto. A titolo esemplificativo lo studio riporta il caso di una ditta produttrice di cetrioli nei Paesi Bassi che ha messo in atto un considerevole investimento per migliorare le caratteristiche ergonomiche della raccolta. La spesa è sta ammortizzata in poco meno di quattro anni, i congedi per malattia causata da patologie muscolo scheletriche legate al lavoro si sono ridotti del 20%, la raccolta è diventata più efficiente per il 15%, l’immagazzinamento del 5%, la qualità del prodotto è migliorata in quanto meno cetrioli sono stati danneggiati durante la lavorazione. Un secondo caso di studio ha mostrato al contempo l’importanza della partecipazione dei lavoratori nell’analisi dei problemi e nell’individuazione delle soluzioni. Grazie a un intervento sui sistemi di ventilazione deciso insieme ai lavoratori, una fabbrica di mobili in Lituania, ha registrato un risparmio di 450,64 euro per lavoratore all’anno e ha ripagato l’investimento in soli dodici mesi

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